Vaffanculo, stronzi?

Measles_rash_PHIL_4497_loresVaffanculo, stronzi. 

Una bambina di quattro anni è morta pochi giorni fa al Gemelli di Roma. È morta per un’encefalite molto probabilmente causata dalle complicazioni del morbillo.

La bambina, pare, non era stata vaccinata contro il morbillo e se così fosse la sua morte sarebbe stata probabilmente evitabile.

Secondo l’Huffington Post la famiglia della bambina aveva discusso a lungo sull’opportunità di fare le vaccinazioni e ha scelto per il no.

I genitori hanno fatto causa al Gemelli perché non avrebbero prestato le cure dovute, il Gemelli ha risposto che la colpa è dei genitori perché non hanno vaccinato la loro figlia.

I due genitori sono entrambi medici.

Vaffanculo, stronzi.

La notizia è stata, giustamente, ripresa da molti per sottolineare l’importanza delle vaccinazioni e la necessità di non abbassare la guardia, perché, ce lo ricorda anche l’OMS, è pericoloso e bla bla bla.

Sul web ha avuto molto successo un post-sfogo del blog Il ballo del cervello. Si intitola: Vaffanculo, stronzi (post ad alto contenuto di volgarità).

Condiviso, finora, 121 volte su Twitter, oltre 15mila su Facebook e 103 su Google +. Condiviso, s’intende, dalle menti razionali, da chi ai vaccini (giustamente) ci crede e da chi ha colto lo sfogo come una buona comunicazione nei confronti degli anti-vaccinisti e degli scettici. D’altronde lo spirito del post è quello:

È ora di finirla, ora che il morto lo avete avuto.

Siccome i due genitori-medici sono anti-vaccinisti, immagino che la finiranno adesso che hanno avuto il morto.

Immagino, dunque, che i ripetuti “vaffanculo, stronzi” siano rivolti anche a loro due.

Abbiamo così due genitori che hanno sbagliato (e non di poco), che per quello sbaglio hanno pagato già oggi un prezzo altissimo e che oltre 15mila menti razionali, quelle – s’intende – non colpite da analfabetismo funzionale, hanno pensato bene di mandare a fanculo, stronzi.

E d’altronde, se la scienza non è democratica (mantra sempre più comune che, per inciso, è molto criticabile) la ragione che la partorisce lo è ancora meno: se la scienza dice X, X si deve fare. Non sono ammessi errori, anche se in buona fede, tanto meno da parte di chi – in astratto – avrebbe tutti gli strumenti intellettuali per prendere decisioni corrette. D’altronde, noi menti razionali e razionaliste non sbagliamo, noi di fronte a un set di informazioni concordi prendiamo sempre le decisioni giuste. A noi, nel nostro campo di competenza che conosciamo a menadito, non capita mai di prendere decisioni sbagliate, meno che mai decisioni gravemente sbagliate.

Siamo quindi autorizzati a puntare il dito, in migliaia, verso chi sbaglia e non doveva, a prescindere dall’entità della pena che sta scontando e che sconterà in futuro.

Anzi, gliela diamo noi la pena: vaffanculo, stronzi.

Quella bambina morta per noi è un pretesto per dimostrare che avevamo ragione (avevamo e abbiamo ragione, certo), ma anche – in maniera subdola, indicibile e sicuramente inconsapevole – la giusta punizione per chi ha sbagliato, per chi non si è fidato della scienza e delle sue innegabili evidenze che noi indefessamente regaliamo al popolo.

Vaffanculo a voi (noi)

Ma ad andare a fanculo dovremmo essere anche noi, che approfittiamo di una tragedia per sfogare in maniera violenta (verbalmente, intellettualmente) la nostra rabbia, per lamentarci che, nonostante l’avessimo detto e ridetto, la gente non ci ascolta e non ci ascolta perché è intrinsecamente stupida: preferisce sempre gli occhioni dei beagle alle nostre verità.

Ad andare a fanculo dovremmo essere noi che, anziché lamentarci e far saltare il banco, stanchi perché perdenti, non ci rimbocchiamo le maniche per ricominciare da capo, per capire perché i nostri messaggi non arrivino a destinazione, per provare ad aggiungere nuovi attrezzi nella nostra cassetta, noi che ci ostiniamo ad usare il cacciavite a taglio laddove serve una chiave a brugola e incolpiamo la vite perché non è abbastanza intelligente da adattarsi ai nostri strumenti.

ho rubacchiato e riadattato per i miei propositi concetti trovati qua e là, in particolare da Giordano Masini (responabilità, errori) e Beatrice Mautino (attrezzi, cacciaviti e chiavi a brugola). Se trovate delle fesserie, ovviamente, l’unico responsabile sono io.

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Ebola e vaccini

Ebola e gattini sarebbe stato più bello (foto dall'omonima pagina Facebook)
Ebola e gattini sarebbe stato più bello (foto dall’omonima pagina Facebook)

Beatrice Lorenzin, ministra della Salute, attacca le Regionihanno segnalato con troppo ritardo – “anche 15 giorni” – la morte delle persone dopo la vaccinazione antinfluenzale. In compenso il suo ministero attiva il numero gratuito per i cittadini preoccupati: è il 1500. Lo stesso che i cittadini possono chiamare per chiedere informazioni su Ebola.

Sono due esempi di come la piccola-grande emergenza creata dalla sospensione di alcuni lotti del vaccino antinfluenzale Fluad abbia creato un cortocircuito a livello istituzionale. Come osserva Pietro Greco su Scienza in rete

Di fronte a un medesimo allarme – il rischio, non ancora provato, che alcuni lotti del vaccino antinfluenzale possa avere tragici effetti collaterali – le regioni italiane stanno andando in ordine sparso. In una regione il vaccino viene somministrato, in un’altra viene ritirato e in un’altra ancora è l’intero programma di vaccinazione viene bloccato. Tutti vanno in ordine sparso.

Osservazione confermata anche dalla reazione all’allerta avuta dal presidente dell’ordine dei medici di Ferrara Bruno Di Lascio: stop alla somministrazione dei vaccini. Attenzione: è una decisione personale dovuta alla volontà (necessità?) del medico di non accollarsi eccessivi rischi in una situazione gestita in maniera poco chiara. Afferma Di Lascio:

“Io da lunedì non somministrerò più vaccini. E così sarà finché la situazione non sarà chiara. Ma tutto ciò comporterà conseguenze. Sia in termini di credibilità, sia, soprattutto, di salute. Perché c’è chi del vaccino ha bisogno per vivere. E pensare che rinunci a farlo, per il timore legittimo di morire, è contro ogni forma di etica. Il Ministero se ne assuma la responsabilità”.

Ecco, di nuovo, il cortocircuito: non è in questione la necessità della vaccinazione, ma la caotica gestione dell’allerta da parte delle istituzioni preposte, in primis il ministero, che sta trasferendo la ‘psicosi’ dal pubblico ai medici, come spiegano bene ancora le parole di Di Lascio*:

La preoccupazione dei medici sta ormai superando quella dei pazienti

Colmare questa falla sarà sempre più difficile, soprattutto se si continua con la strategia dell’attribuzione delle colpe come prima cosa da fare. E serviranno davvero a poco le immancabili e classiche affermazioni rassicuranti, da quelle che negano il problema (magari a ragione come è molto probabile che sia in questo caso) a quelle che fanno la conta tra vite salvate e vite eventualmente perse nell’incidente di percorso. In particolare trovo pericolosissimo quanto fa intendere l’Aifa (l’Agenzia del Farmaco) nella sua analisi della situazione attuale, affermando a un certo punto:

[…] il numero di decessi sarebbe comunque inferiore di centinaia di volte rispetto a quanto atteso nella stessa popolazione non vaccinata

È il paragone che non serve, che sembra indurre l’idea dell’ineluttabilità di alcuni decessi (anche in prospettiva migliorativa rispetto alla non vaccinazione) per il bene generale della popolazione. Una specie di “ne sacrifichiamo 10 per salvarne 10mila” che non ha senso di per sé e ne ha ancora meno in una situazione che rischia di rotolare verso la ‘psicosi da vaccino’, in un momento storico nel quale, pochi giorni prima, un tribunale ha trovato un’inesistente correlazione tra vaccini (di altro tipo) e autismo. Chiaro che l’Aifa non intendesse fare un ragionamento del genere, ma un tipo di comunicazione che si presta a una simile lettura è dannosa e, dunque, da evitare. Se un rischio, seppur minimo, c’è a fronte di vantaggi quantitativamente e qualitativamente molto maggiori, va esplicitato in un altro modo.

Avere una macchina istituzionale che sappia governare questo tipo di problemi quando si presentano è un fattore cruciale ed è un compito che va risolto da una politica accorta che, anziché giocare a far rimbalzare le responsabilità, avrebbe dovuto già da tempo mettere il culo sulla sedia con gli interlocutori del caso (istituzioni, medici, associazioni dei pazienti, media, ecc…) per anticipare i problemi e creare una rete in grado di gestirne i vari aspetti, dall’attribuzione delle responsabilità ai vari livelli di comunicazione (tipo, banalmente, evitare di usare per dare informazioni sui vaccini antinfluenzali lo stesso numero usato per l’Ebola).

Siamo invece al punto in cui ognuno balla con sua nonna e tutti puntano il dito contro qualcun altro. Siamo al punto in cui ogni toppa posta per coprire un buco viene messa stracciando altre parti del vestito, lasciando nudi i pazienti.

*C’è chi gli ha fatto notare l’importanza del suo ruolo e l’eccesso di una posizione simile

Vaccini e autismo, un appello pubblico

Al Ministro della Salute
On. Beatrice LORENZIN
Al Presidente della XII Commissione
(Igiene e sanità) del Senato della Repubblica
On. Emilia Grazia DE BIASI
Al Presidente della XII Commissione
(Affari sociali) della Camera dei Deputati
On. Pierpaolo VARGIU
Al Presidente della Federazione nazionale
degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri
Dott. Amedeo BIANCO

La recente notizia dell’indagine della procura di Trani sul presunto nesso tra vaccinazione trivalente e autismo ha riaperto una discussione che sembrava sepolta. L’ipotesi che il vaccino trivalente MPR (morbillo, parotite, rosolia) potesse causare l’autismo risale al 1998 quando un medico inglese pubblicò uno studio che sembrava dimostrare l’esistenza di anticorpi antimorbillo nell’intestino di bambini autistici. L’allarme suscitato dallo studio causò un brusco calo delle vaccinazioni nel Regno Unito con conseguente ritorno del morbillo con migliaia di infezioni, molte complicazioni e persino decessi. Le indagini che seguirono scoprirono che l’autore dello studio aveva realizzato un falso scientifico deliberato, manipolando i dati e falsificando le conclusioni; confessò poi di aver agito su pagamento di un avvocato che si occupava di richieste di risarcimento. Lo studio fu quindi ritirato e il medico radiato dall’ordine professionale.

Successive e ripetute indagini hanno dimostrato che non c’è nessuna relazione tra vaccinazione trivalente e autismo. Anzi, la correlazione è ampiamente smentita da studi su campioni importanti di popolazione.

Sappiamo che alcune malattie prevenibili con la vaccinazione (morbillo, poliomielite, rosolia ed altre), e che spesso non hanno una cura efficace, possono causare gravissimi danni a chi ne è colpito e persino la morte (nel morbillo in un caso su 2000 in media) mentre gli effetti collaterali dei vaccini (sempre possibili quando si parla di un farmaco) sono rarissimi e nella grande maggioranza dei casi lievi e passeggeri.

Eppure ripetutamente, per malafede o per ignoranza, il falso allarme delle vaccinazioni che provocano autismo viene rilanciato. In diverse occasioni, associazioni senza alcun peso scientifico, medici che non hanno mai realizzato una pubblicazione scientifica sul tema e avvocati specializzati in cause di risarcimento ripropongono il tema rilanciando le loro affermazioni sui media, e causando un comprensibile allarme in chi si sottopone alla vaccinazione fidandosi delle istituzioni pubbliche e sanitarie.

Questi allarmi ingiustificati minano la fiducia nelle vaccinazioni, che invece hanno salvato noi e i nostri figli. In questo senso, stupisce anche la presa di posizione di un’associazione (Codacons) che avrebbe lo scopo di proteggere il consumatore.

Il pericolo è reale, basti pensare alle recenti epidemie in varie parti del mondo, come in Galles (con migliaia di infetti e un decesso da morbillo) e Olanda (anche qui un decesso), dovute proprio al rifiuto della vaccinazione. In Europa i casi di morbillo sono inaccettabilmente alti, 30 Paesi dell’Unione Europea hanno registrato 10.271 casi e 3 decessi.

Perché, contro il parere unanime delle società scientifiche, dell’Istituto superiore di sanità, dell’Agenzia italiana del farmaco e dell’OMS, dare credito a fonti del tutto inattendibili e con l’interesse preciso a spargere informazioni false?

Si chiede quindi a voi, quali rappresentanti delle istituzioni, di prendere gli opportuni provvedimenti per informare correttamente la popolazione, evitare che siano sparse paure ingiustificate e pretestuose quando non palesemente false e far sì che le persone che causano un allarme nella popolazione debbano rispondere nelle opportune sedi delle loro affermazioni. Al tempo stesso, ferma restando la necessità di informare adeguatamente i cittadini sui rischi e i benefici della pratica vaccinale favorendo così un’accettazione cosciente e responsabile della vaccinazione, è opportuno un giusto sostegno ai programmi di vaccinazione, che rappresentano un segno di progresso, civiltà e protezione della salute pubblica, compito che la stessa OMS ha deputato ai ministeri competenti nazionali e quindi anche a quello del nostro paese.

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PRIMI FIRMATARI

Vincenzo BALDO, professore di igiene presso il dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Padova; Paolo BONANNI, ordinario di Igiene all’Università di Firenze, coordinatore Core Board Gruppo Vaccini della Società Italiana di Igiene (SItI); Luca BONFANTI, neurobiologo e professore all’Università di Torino; Alessandro CAPOLONGO, pediatra di famiglia, referente per le Marche della Rete Vaccini e malattie infettive della Federazione italiana medici pediatri (FIMP); Paolo CASTIGLIA, ordinario di igiene all’Università degli Studi di Sassari, Consigliere dell’Ordine dei medici delle provincie di Sassari Olbia-Tempio; Elena CATTANEO, professore ordinario all’Università degli Studi di Milano e senatore a vita; Marco CATTANEO, direttore di “Le Scienze”; Giorgio CONFORTI, pediatra di famiglia e referente della Rete Vaccini e malattie infettive della Federazione italiana medici pediatri (FIMP); Gilberto CORBELLINI, professore di storia della medicina alla “Sapienza” Università di Roma; Michele DE LUCA, direttore del Centro di medicina rigenerativa “Stefano Ferrari”, Università di Modena e Reggio Emilia; Maurizio DE MARTINO, professore ordinario di pediatria dell’Università di Firenze, direttore del reparto di pediatria Internistica dell’ospedale pediatrico “Anna Meyer”; Salvo DI GRAZIA, medico specialista in fisiopatologia della riproduzione umana, divulgatore scientifico; Sergio DELLA SALA, professore di neuroscienze cognitive umane, University of Edinburgh; Giuseppe FERRERA, responsabile Servizio Epidemiologia ASP di Ragusa; Antonio FERRO, responsabile del progetto “Vaccinarsi. org”; Silvio GARATTINI, direttore dell’IRCCS-Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”; Franco GIOVANETTI, dipartimento di prevenzione della ASL CN2 Alba-Bra; Jacopo MELDOLESI, professore al dipartimento di neuroscienze dell’Università Vita e Salute San Raffaele di Milano; Luca PANI, direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA); Giuseppe REMUZZI, direttore del dipartimento di medicina dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e coordinatore delle ricerche all’Istituto Mario Negri di Bergamo; Giovanni REZZA direttore del dipartimento malattie Infettive, parassitarie e immunomediate dell’Istituto superiore di sanità; Walter RICCIARDI, direttore del dipartimento di sanità pubblica del Policlinico Gemelli di Roma; Luigi SUDANO, dirigente medico Ausl Valle d’Aosta, già membro della Commissione Nazionale Vaccini; Gianluca VAGO, ordinario di anatomia patologica e rettore dell’Università degli Studi di Milano; Paolo VINEIS, Professore Ordinario di Epidemiologia, Imperial College of Technology, Science and Medicine, Londra; Carla M. ZOTTI, docente di sanità pubblica presso la Scuola di medicina dell’Università di Torino

Hanno inoltre aderito tra i primi firmatari, le associazioni:
A.N.G.S.A. – Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici – Veneto; Autismo Treviso Onlus; CICAP – Comitato Italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze; SITI – Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica

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Maggiori informazioni sul presunto nesso tra vaccini e autismo sono disponibili a questi link:
http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/MPR_autismo.asp
http://ecdc.europa.eu/en/publications/Publications/measles-rubella-monitoring-february-2014.pdf
http://www.cdc.gov/vaccinesafety/Concerns/Autism/antigens.html
http://www.who.int/vaccine_safety/committee/topics/mmr/mmr_autism/en/
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Il testo originale lo trovate sul sito de Le Scienze dove potete firmare semplicemente scrivendo un commento all’articolo. 

Le prossime battaglie rivoluzionarie che non vorrei vedere in Parlamento

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Dopo queste elezioni ci sono due vincitori e uno sconfitto. Fra i due vincitori uno lo è perché era stato dato per morto troppo prematuramente e invece ha confermato di essere un grande illusionista (anzi un grande raggiratore, perché gli illusionisti seri sono fatti di altra pasta e sono piacevoli). L’altro ha vinto, punto e basta.

In queste ore si discute di coalizioni improbabili: ho appena sentito Maurizio Lupi del Pdl dire che, più o meno, si potrà tirare su un governo di larghissime intese per fare quelle riforme, più simboliche che necessarie (ma pur sempre giuste), mantra del popolo grillino: riduzione del numero dei parlamentari, riforma della legge elettorale (e sarei proprio curioso di vedere come, ora che i partiti grossi sono tre e non due), riduzione delle indennità per i parlamentari ecc ecc.

Ma il primo partito italiano, il M5S avrà o no il diritto di vedere il proprio programma accolto e le proprie idee ascoltate dal prossimo governo che avrà vitale bisogno di loro per esistere?

Tipo, quando nel programma del M5S si parla di informazione sulla salute e si vogliono promuovere stili di vita più sani, dare più peso alla prevenzione che alla cura, tra le altre cose si sostiene di voler ridimensionare la portata degli screening, delle diagnosi precoci e della medicina predittiva perché spesso risponde a logiche commerciali. Ora, in linea generale è ampiamente condivisibile l’idea di voler “educare” a uno stile di vita migliore piuttosto che arrivare quando il danno è fatto, ma cosa significa esattamente ridimensionare le attività di screening ecc? Perché, si badi bene, sono proprio quelle attività che permettono a molte persone di poter curare le malattie “in tempo”. Anche gli screening sono attività preventiva, fra le più importanti, quindi in che senso ridurla? E poi chi dice che anche l’alimentazione sana non sia pervasa da logiche commerciali (lo si potrà vedere più sotto con gli ogm)?

E che dire della fede che viene riposta da molti sostenitori del M5S e quindi, immagino, anche da molti eletti di oggi, in alcune bufale scientifiche perpetrate dal loro guru che se perseguite in Parlamento avrebbero una portata distruttiva:

Aids che non esiste (anzi Hiv che non esiste, con un virus mai fotografato)

vaccini dannosi e inutili

-efficacia del Metodo Di Bella

-pericolosità degli Ogm (o pomodori antigelo che uccidono persone, mettetela come vi pare)

inutilità della sperimentazione animale perché così dicono la Lav e Equivita

Ora mi chiedo, ma nel prossimo governo i grillini perseguiranno politiche indirizzate a togliere finanziamenti per la lotta all’Aids? Basta con la ricerca sui vaccini e basta con le vaccinazioni obbligatorie/facoltative? Basta con la ricerca biomedica in Italia? Voteranno una moratoria contro gli Ogm rispondendo affermativamente alle richieste dalla lobby (buonissima e giustissima e santissima si intende) Coldiretti-Slow Food-Coop  e daranno un si incondizionato alla promozione esclusiva del biologico, al Km0 e alle produzioni made in Italy convinti che sia tutto oro quel che luccica (se luccica)? Faranno diventare il Metodo Di Bella la cura contro “Il Cancro” in Italia? Verranno tagliati i fondi per le attività di diagnosi preventiva in quanto asservita a logiche commerciali e addirittura dannosa?

Il profeta Giuliani, ritornatomi ora in mente,  verrà messo a capo dell’Ingv o della Commissione Grandi Rischi essendo capace di prevedere terremoti con tecniche conosciute solo a lui e che i grandi della Terra vogliono nasconderci?

Insomma, tutte queste idee si trasformeranno in atti legislativi concreti? C’è questo rischio? Se si, queste elezioni sono andate molto peggio di quanto sembri. Eterno ritorno di Berlusconi a parte.

I vaccini e le turbe di Lannes

Di Photo Credit: Content Providers(s): CDC/Dr. M.S. Mitchell [Public domain], attraverso Wikimedia Commons
Ho già parlato un’altra volta di Gianni Lannes, giornalista che tempo fa aveva acquisito ampio credito e che poi si è tuffato con un triplo salto carpiato nel calderone delle teorie del complotto. Al tempo lo feci in merito alle sue affermazioni riguardanti il terremoto emiliano (che, ricordo, ho vissuto in prima persona) che lui sostiene essere stato provocato “a mano” dai Grandi Padroni del Mondo. Il che mi fece incazzare parecchio, perché la gente che subisce un trauma del genere ha bisogno di un sacco di cose tranne che si sentirsi raccontare cazzate apocalittiche.

Ieri invece è uscito sul suo blog un articolo di denuncia sulle sperimentazioni cliniche dei vaccini che “non servono alla salute dei bambini, ma esclusivamente ad alimentare i profitti delle multinazionali farmaceutiche“. Manco a dirlo, la sua “denuncia” ha avuto ampia eco sui soliti siti che si spacciano per canali di “vera” informazione, “senza censura” (eh..provate e commentare dicendo cose che non gradiscono) ecc ecc, insomma canali di gente che è convinta di essere l’unica a dare voce ai terribili segreti del Nuovo Ordine Mondiale (dal signoraggio bancario ai cattivi ebrei passando per il buon governo iraniano) che loro scoprono stando comodamente seduti davanti al pc (qui un esempio e qui un altro).

Di cosa si tratta? Bene, Lannes ha spulciato i verbali degli atti del Senato e ha letto una cosa che lo ha sconvolto: un atto di sindacato ispettivo durante la XV legislatura in cui la senatrice Monacelli aveva chiesto al Ministro della Salute se non fosse il caso di intervenire nel merito di una procedura di sperimentazione clinica (fase III)di un nuovo e più potente vaccino contro il batterio streptococcus pneumoniae.

Oggi, si utilizza il vaccino epta-valente 7vPnC (sui bambini che hanno meno di due anni) che protegge contro sette sottotipi di streptococcus. L’obiettivo della sperimentazione, condotta dalla casa farmaceutica WYETH LEDERLE per il tramite della Charles River era quello di testare un vaccino 13-valente (13vPnC)  con uno “Studio clinico di fase 3, randomizzato, con controllo attivo, in doppio cieco per valutare la sicurezza, la tollerabilita` e l`immunogenicita“.

Monacelli evidenziava che nell’informativa redatta dalla Charles River c’erano dei punti di criticità, come il fatto che “alcuni di questi 13 ceppi risulterebbero praticamente inesistenti in Italia, pertanto ciò comporterebbe un’inutile aggressione al sistema immunitario dei bambini sottoposti a tale sperimentazione dal servizio vaccinazioni della ASL RM E” e in particolare questo passaggio:

Non c’è garanzia che risposte saranno registrate con questo vaccino 13-valente o se eventuali risposte mostrate daranno protezione. Questo vaccino sperimentale potrebbe non proteggere suo figlio da infezione da Streptoccoccus pneumoniae. Questo vaccino sperimentale potrebbe non essere d’aiuto per suo figlio, ma altri potrebbero beneficiare delle informazioni ottenute da detto studio”.

Riguardo al primo punto di criticità, non sono in grado così su due piedi di verificarne la veridicità ma mi pare un problema di poco conto dato che l’obiettivo del test era verificare la sicurezza, la tollerabilità e l’immunogenicità, ovvero e in parole povere, le reazioni e la risposta immunitaria sui bambini. Inoltre “praticamente inesistenti” non capisco bene cosa significhi e quanto valore possa avere in questo contesto.

Sul secondo punto, ovvero sul fatto che il test clinico avrebbe potuto non portare vantaggi ai bambini sottoposto alla sperimentazione, mi sento di poter affermare che non vi leggo nulla di strano per un semplice motivo: si tratta di una sperimentazione di un vaccino per bambini e in quanto tale nessun trattamento può garantire alcunché. E’ vero che la legge richiede che i pazienti che si sottopongono al test possano trarre “qualche beneficio diretto”, ma bisogna stare attenti a non confondere i potenziali benefici con la garanzia che quei benefici ci saranno.

Detto questo, sorvegliare, stare attenti e chiedere maggior cautela non fa ma mai male. A quella interrogazione, il Ministero rispose, per mezzo di Antonio Gaglione, allora Sottosegretario di Stato per la salute quanto segue:

Si segnala che il Comitato Etico del Centro coordinatore (Ospedale Maggiore di Milano) ha espresso al riguardo parere positivo nella seduta del 14 luglio 2006; gli altri Comitati Etici coinvolti, tra cui quello della ASL RM E, hanno espresso in piena autonomia la loro accettazione o il loro rifiuto alla partecipazione a tale studio.
        Va sottolineato che, prima della formulazione del rispettivo parere, i Comitati Etici verificano la specifica documentazione (tra cui il protocollo, il certificato di assicurazione, il foglio informativo per i pazienti, il consenso informato ecc.), e solo successivamente alla valutazione di questi parametri è possibile per i Comitati esprimersi in merito ai potenziali rischi e ai benefici di una sperimentazione clinica.
        Nel caso in esame, peraltro, il Comitato Etico della ASL RM E ha evidenziato, a tutela della salute dei bambini, le seguenti raccomandazioni per il medico sperimentatore:
            1) le dosi dei vaccini non debbono essere somministrate in concomitanza con altri vaccini di routine, al fine di evitare possibili interazioni;
            2) non debbono essere arruolati soggetti nati prematuri o che hanno manifestato episodi convulsivi, per evitare il possibile manifestarsi di episodi di apnea;
            3) deve essere spiegato ai genitori (o rappresentanti legali) del bambino il significato del termine «apnea», al quale si fa cenno nel foglio informativo, e debbono essere fornite precise indicazioni sui comportamenti da tenere, qualora si verifichi tale episodio.

Insomma, gli istituti cui è preposta la scelta di eseguire o meno la sperimentazione, hanno autonomamente verificato le premesse e concesso o meno l’autorizzazione e il Governo evidenziava, nella risposta, l’esecuzione delle procedure corrette.

Quale sarebbe lo scandalo? Io non ne vedo. Secondo Lannes invece c’è ed è questo: “Ecco il caso di una sperimentazione ignota all’opinione pubblica, realizzata usando bimbi in piena salute come cavie […] Certe cose il potere politico – condizionato da quello economico (alla voce corruzione) – non ci tiene a farle sapere in giro. Dopo la vivisezione sugli animali da almeno un lustro queste bestie senza scrupoli testano i pargoli.

Siamo arrivati al vero clou della vicenda, per sintetizzare, sempre con le parole di Lannes  “la vicenda è stata insabbiata dalle istituzioni di controllo“.

E’ davvero così?

Prima considerazione: la sperimentazione sui bambini non è nata nel 2006 con questa vicenda ma, ovviamente si fa molto più spesso di quanto Lannes creda, tipo ogni volta che si deve commercializzare un farmaco a loro destinato. E’ vero che valgono regole più stringenti (come è giusto che sia) quando il trial clinico si svolge su minori, ma la legge, giustamente, non li vieta. Inoltre, ad un primo esame giuridico fatto in casa da me, la richiesta era conforme al decreto legislativo n. 211 del 24 giugno 2003 (Attuazione della direttiva 2001/20/CE relativa all’applicazione della buona pratica clinica nell’esecuzione delle sperimentazioni cliniche di medicinali per uso clinico).

Si chiama trial clinico e segue quello animale che a sua volta segue i test in vitro e in silico (e altre diavolerie). Si giunge infine ai destinatari delle cure: gli umani e l’obiettivo è sempre il solito: verificare che il farmaco sia il più sicuro possibile utilizzando gli strumenti, rozzi ed eticamente problematici quanto vogliamo, che abbiamo a disposizione: Ripeto per l’ennesima volta: se qualcuno ha soluzione migliori, si faccia avanti (Nobel assicurato), non vediamo l’ora di non mettere più mano a qualsiasi tipo di cavia.

Seconda considerazione: per Lannes questa è una vicenda che è stata insabbiata. Ma se insabbiare significa nascondere mi spiegherà come ha fatto a trovare l’interrogazione parlamentare o come ho fatto io a trovarla in cinque minuti senza dover utilizzare la copia da lui salvata su un server di storage di immagini, magari qui? In un luogo virtuale libero e accessibile gratuitamente da chiunque?. Mi spiegherà anche come mai, nonostante l’insabbiamento, l’agenzia per il farmaco (AIFA) conserva tutta la vicenda, di nuovo in una pagina web liberamente accessibile e consultabile in cui sono scritti gli obiettivi del test, i soggetti a cui era rivolto e il numero identificativo e la società farmaceutica responsabile (qui e poi  qui)?

So già che non arriveranno risposte, l’importante è gridare allo scandalo e puntare il dito contro presunti complotti magari cavalcando qualche fatto di cronaca come i medici che si fanno pagare le vacanze per prescrivere farmaci o il ritiro di alcuni vaccini anti-influenzali dalla commercializzazione perché pericolosi (ma come? non volevano annientarci coi vaccini?).

Invece io vorrei rispondere a Lannes che, a fine articolo, chiede “Ma la civiltà di un popolo non si misura dal grado di attenzione e di rispetto per i bambini?“.

Si caro Gianni, si misura (anche) così, e vaccinarli e un modo per prendersi cura di loro, farli crescere sani e forti. Per farlo, converrai anche tu, dobbiamo testare i farmaci e non possiamo testarli sui muri per vedere se sono efficaci sull’uomo (ma se hai altre opzioni libero di renderci edotti, ripeto, Nobel assicurato). La polio non ha insegnato proprio nulla, oppure oggi è talmente scontato viverci senza che anche chi dovrebbe averla vista e vissuta se n’è dimenticato, scordandosi anche come si è giunti a debellarla quasi del tutto?