Ogm e muri da abbattere

“Concrete wall” by Oula Lehtinen – Own work. Licensed under CC BY-SA 3.0

Sinceramente non capisco cosa spinga ancora Elena Cattaneo ad intervenire per l’ennesima volta sulla questione Ogm (a cui l’Italia, almeno sulla coltivazione, ha detto definitivamente no), dibattendo – seppure a distanza – con Carlin Petrini, prestandosi al giochino di Repubblica di conservare apparentemente un’equa distanza ospitando opinioni tra loro nettamente contrarie (le trovate in fondo al post).

Non lo capisco non perché non abbia chiaro che si tratta di una donna in missione “pro scienza” e “pro razionalità”, ma perché non mi capacito di come si ostini a non capire che quel tipo di interventi, la voglia di fare da baluardo contrapposto alla retorica pauperista di Slow Food, purtroppo, non servono a nulla.

Non servono a nulla perché parlare di “inganno mediatico antiscientifico” non ha alcun effetto concreto se non quello di far pensare tutti noi che – in fondo – stiamo dalla sua parte che “cazzo ha ragione, siamo in mano a degli idioti“; che sottoscriviamo pure gli spazi tra una parola e l’altra del suo discorso alla Nazione. Ma non sposta le idee di una virgola, non davanti a uno che parla di “Italia libera [dagli Ogm]”, di lavoro “con la società civile”; di produzioni moderne ma “sane, sagge, equilibrate ed eque”; di “talenti ed esperienze” di agricoltori, pescatori, cuochi, comunicatori, educatori e studenti: i nostri talenti, quelli del nostro vicino di casa, del nostro panettiere o del piccolo produttore che si arrangia e produce un formaggio o un vino che non sa di nulla ma è eccellente perché lo fa lui, perché viene dal basso e ci ricorda nostro nonno.

Ma quale inganno potrà mai uscire dalla bocca del nonno di Heidi? Cosa c’è di sbagliato in un mondo più sano, più saggio, più equo ottenuto con le battaglie della società civile? A chi importerà mai il valore infinitesimale delle produzioni bio carissime, classiste e neppure così migliori delle altre se il nostro buon nonno ci racconta di lotte, di giovani, di duro lavoro ancora da finire per abbattere il mostro finale: il Ttip che vorrebbe trasformarci in un automi di una gigantesca industria fuori controllo?

Non serve a niente.

Che fare allora? Stare zitti? Lasciare spazio solo al giubilo antiscientifico? Abbandonare il campo mentre tutto va a rotoli? No. Ma se qualcosa abbiamo perso, la abbiamo persa nonostante le lezioni di Elena Cattaneo (e di altri) sui quotidiani, nonostante le sue continue allerte sui danni da antiscientismo; nonostante i numeri, le verità vere di una scienziata dalla meritata fama internazionale. Qualcosa vorrà pur dire.

Se qualcosa abbiamo perso – e lo abbiamo perso da tanto, non oggi e non ieri – dobbiamo imparare la lezione che sembra sia continuamente sfuggita in tutti questi anni: raccontare come stanno realmente le cose, soprattutto dove si è aperta una controversia (anche se non scientifica) che si gioca sul piano sociale, politico ed economico, non è la porta per la conversione, per spostare le idee. È come voler usare la spada in mezzo a uno scontro a fuoco, un’arma che non serve a niente, se non per colpire qualcuno che ci sta abbastanza vicino. Ma, alla fine, il sangue in strada sarà il nostro.

Alimentare la controversia non farà altro che far apparire la sua voce nient’altro che, appunto, una delle voci in mezzo al coro, quando va bene sonora quanto le altre, di solito minoritaria e, soprattutto, senza che abbia una grande efficacia rispetto all’obiettivo.

Dicevo, bisogna che allora stia (stiamo) zitta (i)? No. Non so neppure quali metodi alternativi possano realmente funzionare adesso (ecco: metodi, magari da studiare e sui quali faticare). Ma credo di aver capito quello che non funziona di sicuro: cercare di abbattere un muro erigendone un altro, contrapposto, perché il risultato sono solo due muri.

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Allego gli interventi di Elena Cattaneo e Carlin Petrini comparsi oggi su La Repubblica. Sono screenshot (click per ingrandire) effettuati col cellulare da un utente di Facebook perché non riesco a recuperare i link originali.

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17 pensieri su “Ogm e muri da abbattere

  1. Non so neppure perché ti scrivo.
    Tanto la conosci già la mia opinione a questo proposito.
    Opinione in netta contrapposizione alla tua, e completamente a fianco di Elena Cattaneo.

    Comunque, ribadisco il mio punto di vista.
    A mio opinabile parere, sbagli l’obiettivo di voler perseguire una “conversione”, di voler perseguire un cambiamento di idee.
    A mio opinabile parere, sei destinato a un vicolo cieco, se pensi davvero di sederti a tavolino e riuscire a mettere a punto una strategia comunicazionale, idonea a ottenere una “conversione” di una moltitudine.

    Tra l’altro, se – per inciso – ci riuscissi… mi faresti venire correre dei brividi lungo la schiena 😦

    Ad ogni buon conto, io continuo a pensare che l’unica strada percorribile è quella di sistematicamente affermare e riaffermare il nostro punto di vista. Punto.

    Ciò detto, comunque, rimango una persona aperta, e se mi proponi una alternativa concreta, la leggerò con attenzione.

    Cordialità

    Aristarco

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  2. Ciao,
    non credo di aver scritto non di non rimarcare la propria posizione, credo però che sia sbagliato pensare che solo facendolo dall’altra parte cambino idea, reagiscono dicendo “ah, è così che stanno realmente le cose, allora hanno ragione loro”. Perché raramente accade, soprattutto quando sono implicati diversi piani non strettamente scientifici. Petrini ha quasi smesso di farne un discorso di salubrità, anzi, ha ripreso il discorso della scienza indicando la strada “giusta” (per lui, ovviamente), impossessandosi di quell’arma e ritorcendola contro l’Elena Cattaneo di turno, facendo in modo che, nel dibattito che la stessa Cattaneo contribuisce ad alimentare, agli anti-ogm di spicco, sia sempre più difficile opporre l’argomentazione dell’anti-scientificità.

    La Cattaneo parla ai convertiti, sia per contenuti che per stile, mentre Petrini ha un modo di comunicare molto più affabile, scaltro se vogliamo, che a noi non convince affatto ma molti altri sì.

    Poi ci sono i Veronesi che continuano con la tiritera che gli ogm salveranno l’umanità – gli stessi argomenti che i produttori usavano 30 anni fa – e allora tanti saluti.

    Ad esempio, un buon modo di comunicare sul tema credo lo abbiano usato Beatrice Mautino e Dario Bressanini nel loro ultimo libro e anche in un evento (di cui una volta esisteva un video che non trovo più) in cui hanno “sfidato” in maniera molto efficace due rappresentanti della Barilla sul tema Ogm.

    E, attenzione, io non pretenderei di convertire nessuno (infatti è scritto in corsivo nel post), vorrei solo prendere la moltitudine di indecisi (che non credo siano pochi) e metterli davanti a storie (vere) alternative, raccontate in maniera efficace, ma senza che ci mettiamo a vendere un prodotto e fare confronti come quando si devono scegliere diversi modelli di lavatrici. Magari non è la strada più semplice, ma l’altra, percorsa in tutti questi decenni da esponenti di tutto di rispetto del mondo scientifico e della comunicazione, alla fine dei conti, non ha portato a nulla, anzi, nel corso del tempo i divieti si sono fatti pure più stringenti e generalizzati. Quindi perché non pensare che sia necessario battere altre strade (comunicative) finora praticamente inesplorate? Non significa mica cedere il passo, ma, secondo me, significa riorganizzarsi per essere più decisivi.

    Io condivido le ragioni di Elena Cattaneo (e tanti altri, lei è solo l’esempio più vicino), capisco anche cosa la spinga a fare i suoi interventi, ne contesto il metodo.

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  3. Ach… non sono riuscito a trovarlo.
    Anch’io volevo postare un video di qualche anno or sono.
    Non ricordo assolutamente come arrivai a quel video.
    Però lo ricordo benissimo.
    Il video faceva riferimento a una imprecisata trasmissione della televisione della svizzera italiana (e così scoprii che le trasmissioni trash non sono prerogativa della televisione italiana).
    Il tema era colesterolo, statine e rischio cardiovascolare.
    Da una parte vi era Luca Mascitelli.
    Dall’altra parte, un professore svizzero di cui non ricordo il nome e che non parlava bene l’italiano (sembrava che non fosse un madrelingua).
    Il professore spiegava il proprio punto di vista in modo un po’ ingobbito e con voce non scorrevole; cioè – da un punto di vista televisivo – era un disastro.
    Il professore tentava di spiegare ciò che la stragrande maggioranza della comunità medico-scientifica internazionale sostiene in merito alla tematica colesterolo, statine e rischio cardiovascolare.
    D’altro canto, Luca Mascitelli rappresenta e rappresentava quello che io definisco un “eretico titolato” (ricordo che ci sono – pochi, molto pochi ma comunque ci sono – professori di medicina che sostengono l’omeopatia o l’agopuntura, così come ci sono – pochi, molto pochi ma comunque ci sono – professori in astronomia che negano il Big Bang o professori di fisica che sostengono la fusione fredda: sono coloro che io definisco “eretici titolati”).
    Con gran sciroppo di lingua e con una incisiva presenza televisiva, Luca Mascitelli sosteneva in pratica che il colesterolo e le statine erano poco più di una leggenda metropolitana.
    Come avrai intuito, lo “scontro” è risultato – da un punto di vista televisivo – perdente per il professore e vincente per Luca Mascitelli.
    É stato vincente per quest’ultimo, grazie a presenza scenica e calibrato eloquio (e non tanto in base alle evidenze scientifiche, che erano a favore del professore in modo schiacciante!).
    Ricordo che il professore, verso la fine della trasmissione, mentre si rendeva chiaramente conto della pessima figura che stava facendo, tristemente esclamò:”… ma ci sarebbe tanto da dire, tanto da dire!”.
    E come si sarebbe potuto dargli torto?
    Tutte le linee guida internazionali convergono a sostenere alcuni snodi chiave che il professore raccontò senza però riuscire a trasmettere la solidità delle fondamenta delle proprie affermazioni, rispetto alla vaghezza delle fondamenta delle affermazioni di Luca Mascitelli.

    Da allora, non ho alcun entusiasmo per i confronti head-to-head, soprattutto se rivolti a un pubblico di profani.

    Cordialità

    Aristarco

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  4. Ciao Arsitarco. E complòimenti per la memoria riguardo alla trasmissione della televisione svissera dell’aprile dello scorso anno. Peccato che tu non ricorda che in quella trasmissione televisiva, io abbia portato più di una evidenza scientifica (avendo con me proprio copia degli articoli!). Cordiali saluti. Luca Mascitelli

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  5. Ciao.
    Non nego che, caro Luca, tu abbia portato – a sostegno del tuo punto di vista – dati concreti basati su studi validi e solidi.
    E non nego che tu abbia competenze e conoscenze approfondite sull’argomento.
    Rimane il fatto che la stragrande maggioranza della comunità scientifica internazionale di riferimento non concorda con il tuo punto di vista. E quindi i dati solidi e incontrovertibilmente veri che hai portato in evidenza, rimandano complessivamente a una visione “eretica” della problematica relativa all’ipercolesterolemia e alle statina (e questo perché altri dati – altrettanto validi e solidi, ma più numerosi e coerenti [a parere di tantissimi altri addetti ai lavori] – indicano tutt’altro scenario).
    Come ho avuto modo di scrivere in questo blog, il sottoscritto ha una propria visione del Mondo della Scienza.
    Il sottoscritto ritiene che per moltissimi argomenti la comunità scientifica internazionale di riferimento si spezza sempre in due.
    Ma non 50% – 50%.
    Da una parte, vi è la netta maggioranza della comunità internazionale di riferimento.
    Dall’altra parte, pochissimi “eretici titolati”. Persone come te, che hanno titoli e competenze. Ma che partendo da una peculiare interpretazione dei dati, giungono a proporre una visione eretica rispetto a un determinato problema.
    E così abbiamo scienziati anti-OGM; climatologi negazionisti del Global Warming; sostenitori del Metodo Stamina o del Metodo Di Bella; paladini delle tradizionali medicine alternative come agopuntura e omeopatia; propugnatori della fusione fredda; antivaccinisti; animalisti anti sperimentazione animale; …. adepti della The International Network of Cholesterol Skeptics (or THINCS) 😉 ecc. ecc.

    Cordialità

    Aristarco

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  6. L’essere umano non potrà mai raggiungere la Verità (con la V maiuscola).
    Ed è anche da discutere se davvero esista una Verità o sia solo un sogno visionario o una ingiustificata estrapolazione.
    Nella Realtà concreta esiste solo una raccolta sistematica di dati che suggeriscono una certa visione d’assieme.
    Con tanti “se” e con tanti “ma”, l’uomo crea conoscenze scientifiche e visioni d’assieme. Che per definizione sono fallibili.
    Però, ribadisco la constatazione che la stragrande maggioranza della comunità scientifica internazionale degli “addetti ai lavori” ritiene valida la teoria lipidica che rimanda a “colesterolemia, lower is better, farmaci ipolipemizzanti, riduzione del rischio cardiovascolare”. Punto.

    D’altra parte ho letto ciò a cui rimandano i tuoi link e anche alcune argomentazioni dei sostenitori della teoria dei “Cholesterol Myths” e ritengo che costoro che non dovrebbero – ad esempio – accettare neppure la teoria “microbi, agenti causali della polmonite, antibioticoterapia”.
    Costoro – ad esempio – dovrebbero viaggiare senza cinture di sicurezza e negare con forza e convinzione il riscaldamento globale. O la validità degli OGM e ancor più quella dei vaccini. E anche sulla validità del paracadute dovrebbero avere forti dubbi:

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14684649

    Cosa cerco di sostenere? Cosa voglio dire?
    Voglio dire che il livello di critica puntigliosa di coloro che sostengono la teoria dei “Cholesterol Myths” nei confronti della teoria lipidica mi pare (esageratamente) elevato.
    Fino a – non me ne volere, ti prego – oltrepassare apparentemente il limite, seppur in completa buonafede, della capziosità.
    Applicando lo stesso livello di critica al sapere umano, si dovrebbe, tra l’altro, gettare nel cassonetto la stragrandissima maggioranza del sapere scientifico in senso lato.
    Applicando lo stesso livello di critica al sapere umano, non si deve – ad esempio – accettare neppure la teoria “microbi, agenti causali della polmonite, antibioticoterapia”, che è infinitamente meno solida della teoria lipidica.

    Ti lascio con una frase – appena un po’ ritoccata – di Bertrand Russell.
    É una frase che trovo assolutamente vera e che si addice in modo centratissimo al nostro gradevole confronto e che al sottoscritto piace moltissimo, al punto che mi ci son fatto perfino una maglietta con questa scritta 🙂

    “è una constatazione che la verità oggettiva è inversamente proporzionale alla verità soggettiva e viceversa” [#]

    Cordialità

    Aristarco

    [#] ….. (e di ciò si deve tener debito conto!)

    P.S. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18061058

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    • “La verità attraversa sempre tre fasi: nella prima viene ridicolizzata; nella seconda ci si oppone violentemente; infine, la si accetta come ovvia.”
      Anch’io adoro questa frase di Schopenhauer. Come so bene che se si torturano i numeri, alla fine dicono quel che vuoi.
      L’eccessiva enfasi sul valore causale dell’ipercolesterolemia la sostengo su riviste scientifiche e non sul giornaletto parrocchiale. Non ho alcun interesse economico a portare avanti tutto ciò. Tutt’altro discorso se fossi “allineato”!
      Il fatto che le lesioni aterosclerotiche si sviluppino solo in certi punti di certe arterie, non si sviluppino nelle vene (a meno che non siano utilizzate per confezionare by-pass nella circolazione arteriosa sistemica) suggersice che sia inverosimile una “causa sine qua non” che risieda nella circolazione generale!
      Detto questo, il bello del mio lavoro, un misto tra arte e scienza, è il contatto con un essere umano, che non è solo organi e apparati, mentre spesso si considera solo l’organo verso cui credi di essere specialista….

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  7. In primis, mi viene difficile andare a prendere in considerazione una frase di un filosofo (morto nel 1860), attribuendola implicitamente a un discorso sulla Scienza del 2015.
    Se la frase di Arthur Schopenhauer faceva proprio riferimento, nelle intenzioni dell’Autore, al Mondo della Scienza, è plausibile che pensasse forse alla vicenda di Ignác Semmelweis.
    Ma la Scienza ai tempi di Ignác Semmelweis e di Arthur Schopenhauer è lontana anni-luce da quella odierna.
    Mentre Arthur Schopenhauer faceva la sua riflessione, forse attribuita al Mondo della Scienza, fuori dalla finestra passava una carrozza trainata da cavalli.
    Oggi, fuori dalla mia finestra una automobile sta parcheggiando con un APS (sistema di parcheggio automatico).
    Dalla prima metà ottocento ad oggi, il Mondo della Scienza in particolare è il Mondo in generale sono cambiati radicalmente.
    In secundis, ricordo che è una frase molto in voga sulla bocca di personaggi che quali i dibelliani e gli estimatori del Dott. Gianfrancesco Valsè Pantellini.
    In tertiis, come è stato detto, si rise di Cristoforo Colombo e di Ignác Semmelweis, ma si rise anche di Groucho Marx.

    Cordialità

    Aristarco

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  8. Torno su Elena Cattaneo
    Conosco tanta gente che sugli OGM non ha un’idea precisa. Ma sente tutti i giorni dagli altoparlanti della COOP dire che “in attesa che la scienza si esprima sulla loro sicurezza noi li evitiamo”. Frase di per sé sensatissima e condivisibile, se non che le evidenze scientifiche ci sono già. E QUESTO detto dalla Cattaneo può avere presa su chi, invece, è convinto che le evidenze siano di segno opposto, perché trova detto solo questo.
    Facciamo un paragone con le scie chimiche. Chiaro che chi ci crede non lo convincerai mai. In tutta la mia carriera ne ho convinto solo UNO, e non del tutto. Ma sentire SOLO puntate di Voyager che dicono che quelle rigoline bianche sono solo veleni tremendi, che se il cima cambia è perché ci sono cattivi che lo fanno apposta (con le rigoline), oppure sentire che c’è un sacco di gente, competente, che ti dice che sì, gli aerei inquinano, ma non con quelle rigoline e non apposta, e che se il clima cambia lo fa per altre ragioni serve. Serve per l’uomo della strada, che finora gli scienziati non li sente mai.

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    • Ciao Gianni,
      il tuo punto in generale mi trova ovviamente d’accordo, ma il mio pensiero è che è inutile presentarsi come la “vera voce della scienza” (sto forzando il concetto) che ribatte al cialtrone di turno. Non convince gli indecisi, radicalizza chi già pende da una parte e spesso risulta aggressiva.

      Mi piace molto di più (ma molto molto) l’approccio che hanno usato Beatrice Mautino e Dario Bressanini nel libro “Contro natura”.

      Farsi sentire sì, ma nel modo giusto (comunque diverso da quello usato finora), perché se no si rischia di fare ancora più danni, di radicalizzare ancora di più il discorso anziché scioglierne i nodi.

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