Stamina, scienza e patria potestà

Nutro grande ammirazione e rispetto per Elena Cattaneo (che ho pure costretto in un’imbarazzante abbraccio quando è venuta a Ferrara per il Festival di Altroconsumo) e Gilberto Corbellini (i cui libri consiglio sempre), condivido la loro battaglia per accrescere il ruolo della cultura scientifica nella società italiana e condivido la loro passione.

Ma… sono rimasto molto colpito, e in maniera purtroppo negativa, da una frase da loro scritta in un recente editoriale apparso sul domenicale de Il Sole 24 Ore del 9 giugno in merito alla tristissima vicenda Stamina:

 Per quanto riguarda i piccoli malati, è chiaro che i genitori che chiedono per loro il trattamento non solo non ne hanno diritto – come ha esplicitamente detto anche la Corte europea dei diritti dell’uomo – ma non stanno agendo nel miglior interesse del minore. In questi casi, dei giudici che applicassero davvero la legge, dovrebbero piuttosto tutelare i bambini dalle sofferenze e possibili danni causati da un’affettività irrazionale. Cioè si dovrebbe considerare di sottrarre a quei genitori la patria potestà e assicurare a quei bambini i trattamenti per cui esistono prove e che non sono pericolosi. Nella vicenda Stamina è saltata completamente la dinamica di controllo equilibrato tra i poteri dello Stato.

Capisco benissimo l’idea di fondo per una simile richiesta, capisco benissimo l’intenzione ‘superiore’ di tutelare i bambini che sono le vittime finali e passive di una colossale truffa. Ma la richiesta di togliere la patria potestà a quei genitori – che, sia chiaro, stanno oggettivamente sbagliando – è quanto di più ingiusto e sbagliato scrivere, soprattutto se si ha un ruolo così importante a livello culturale come lo hanno Cattaneo e Corbellini.

Quei genitori stanno agendo – ripeto, sbagliando – all’interno di uno spazio creato da rinomati ospedali, a partire da un centro di eccellenza come il Burlo Garofalo di Trieste finendo agli Spedali Civili di Brescia. Non siamo davanti al caso di un santone che agisce a casa sua, siamo davanti a un santone lasciato libero di penetrare all’interno delle strutture percepite come strutture della ‘medicina ufficiale’. L’orribile lavoro svolto da alcuni giudici – e giustamente denunciato da Cattaneo e Corbellini – contribuisce inoltre ad aggiungere valore a quella pratica da moderni santoni rappresentata dal (non) metodo Stamina. Insomma, c’è una parte delle istituzioni pubbliche che quel metodo insensato e pericoloso lo ha in qualche modo e a qualche livello riconosciuto. E vogliamo parlare dei medici che solo a giochi fatti si sono rimangiati il proprio assenso? Quanto avranno pesato, e quanto pesano ancora, le loro opinioni e i loro consigli ai genitori?

Questo non può non essere preso in considerazione quando ci si rivolge a quei genitori disperati che credono al metodo Stamina: ci credono perché lo hanno conosciuto all’interno di un ambito ‘istituzionale’ e perché, a detta loro, ha dato qualche risultato (che siano effettivi o meno è altro discorso). Una sequenza che non possiamo dimenticare.

Insomma (di nuovo), il vero pasticcio non lo hanno compiuto Le Iene con i loro orribili servizi, lo hanno compiuto strutture pubbliche che sono la vera e principale fonte del bubbone Stamina, la vera causa della sua enormità, la vera vergogna di tutta la vicenda.

Che dovevano fare di più i genitori di quei bambini se non fidarsi dei medici come sempre più spesso viene (giustamente) chiesto loro? Quanto è umano, oggi che la verità è venuta a galla, additare quei genitori come indegni di prendersi cura dei propri figli dopo che il quadro istituzionale ‘ufficiale’ (perdonate questo termine, è solo per capirci) gli ha prima dato accesso all’ultima, disperata, strada per vedere un po’ di luce nel futuro dei propri figli e poi ha cercato (di nuovo, giustamente) di sbarrargliela perché ancora più pericolosa?

La richiesta pubblica di Cattaneo e Corbellini suona così priva non solo di empatia ma anche ingiustamente accusatoria verso chi, in maniera inconsapevole, è vittima della vicenda Stamina: anche se oggi sappiamo che stanno sbagliando e non di poco nella loro perseveranza, non sono dei disgraziati incapaci fin dall’origine di giudizio razionale, sono persone rimaste impigliate in una rete che lo Stato e una parte della medicina hanno contribuito a gettare nell’acqua in cui nuotavano. Chieder loro di essere reattivi sempre e comunque e di disimpigliarsi dopo che i loro ragionamenti da genitore sono stati colpevolmente avvelenati da un’illusione i cui effetti non sono ancora svaniti (dato che esistono ancora giudici che ne impongono l’impiego), rendendoli addirittura responsabili di tale situazione, è quanto di più sbagliato possiamo fare.

La scienza e il pensiero scientifico-razionale devono difenderle queste persone, combattendo strenuamente e duramente contro chi ha mosso e continua a muovere i fili di questa storia (da Vannoni all’ultimo giudice che impone le infusioni), non accusarle e non privarle di quanto di più caro hanno, i propri figli. Non sono macchine cui impartire un nuovo set di istruzioni per far cambiare il loro comportamento, sono esseri umani dentro una tragedia. Per favore, non contribuiamo a renderla peggiore.

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4 pensieri su “Stamina, scienza e patria potestà

  1. Occhio: hai assolutamente ragione ad affermare che – nella vicenda Stamina – le maggiori responsabilità sono di altre persone e non dei genitori.
    Però, alla fin fine, anche certi genitori non possono dirsi privi di qualche responsabilità.
    E allora?
    E allora, gettando un occhiata su siti, blog, ecc a favore di Stamina, vi si legge, nei confronti Elena Cattaneo, una acredine al vetriolo caratterizzata da una intensità assolutamente stratosferica.
    I toni sono, insomma, incredibilmente incandescenti.
    E in questa virulentissima guerra, la frase della senatrice Cattaneo mi sembra, più che una proposta seria, uno violento schiaffo in faccia ad alcuni genitori che interpretano un ruolo di opliti di un aggressivissima compagine di paladini armati dell’analfabetismo scientifico.
    Ciao

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  2. Eh però quei genitori “armati di analfabetismo scientifico” hanno conosciuto il metodo stregonesco (non tutti ovviamente) grazie alle strutture pubbliche della ‘medicina ufficiale’ e in quel contesto si sono costruiti una legittima (per loro) speranza che oggi gli viene tolta, giustamente.

    La loro acredine ci può stare, va tollerata e gestita magari senza attacchi frontali che non fanno altro che peggiorare la situazione. Quelle persone stanno sbagliando ma sono solo vittime e io con le vittime non me la prenderei. Questo non significa non rispondere alle accuse, non portare i dati, non fare nulla, non battersi anche contro di loro, ma anche per il loro interesse. Per me Corbellini e Cattaneo hanno fatto molto male a scrivere quelle cose e me ne dispiaccio.

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