Science based medicine

Mentre le “terapie alternative” fanno i loro irrimediabilii danni, come lasciar morire persone che pagano 20mila euro per qualche dose di bicarbonato (e aspetto al varco i fuffari che per lungo tempo hanno santificato quel criminale che risponde al nome di Tullio Simoncini), la medicina “ufficiale” meglio conosciuta come medicina pura e semplice, basata sulla scienza (science based) questi giorni ha fatto un passo enorme in Italia, proprio nella lotta contro il cancro.

Il Cnao (Centro nazionale per l’adroterapia onocologica) di Pavia, operativo dal 2005, ha infatti avviato il primo trattamento di tumore alle ghiandole salivari con un fascio di ioni carbonio. Detto così non sembra nulla di che, ma in realtà significa bombardare i tumori (per ora solo quelli solidi) con dei fasci di “protoni e nuclei atomici (chiamati ioni) soggetti alla forza detta ‘nucleare forte’ e per questo motivo chiamati adroni (dal greco adrós, forte), da cui il termine adroterapia”. Il Cnao ha già trattato più di 200 pazienti con questa tecnologia, ma il 13 novembre ha iniziato a utilizzare gli ioni carbonio che permettono una maggiore precisione ed efficacia del trattamento, oltre che una riduzione dei tempi della terapia (i ricercatori parlano di 2-3 minuti di irradiamento per una decina di sedute da 30 minuti totali in media).

Questo tipo di radioterapia è stata soprannominata “bisturi quantistico” per via della sua precisione nell’irradiazione della zona tumorale -stiamo parlando di 200 micrometri (due decimi di millimetro)- che fa salvi gli altri tessuti e gli organi vicini,  accelerando le particelle a velocità da fantascienza paura la cui potenza distruttiva proprio si rivela proprio a contatto con le cellule tumorali.

Queste caratteristiche rendono l’adroterapia utile nei casi di tumori radio-resistenti o per quelli vicini agli organi a rischio e dunque difficilmente operabili.

Il signor “sincrotone”, colui che accelera le particelle (fonte: Cnao)

Un gioiello tecnologico e medico, che è diretta emanazione delle competenze acquisite dalla ricerca italiana nella collaborazione con il CERN di Ginevra, dove il nostro Istituto nazionale di fisica nucleare ha giocato un ruolo chiave nella costruzione degli acceleratori di particelle che hanno poi portato a vedere il famigerato bosone di Higgs.

Lo stesso Infn ha curato la realizzazione del “sincrotone“, un acceleratore di particelle che porta i protoni fino a 250 MeV e gli ioni di carbonio fino a 4800 MeV.

In altri termini, dalla ricerca di base, quella che in Italia non si vuole neppure considerare, è nata la possibilità di utilizzare una importante e nuova terapia contro i tumori. Dagli acceleratori di particelle che secondo la leggenda mediatica avrebbero addirittura potuto creare un buco nero nel sottosuolo è nata una tecnologia in grado di rendere un istituto italiano un istituto di prim’ordine nella la cura contro il cancro.

Nessuna soluzione soluzione semplice, nessun miracolo, nessuna cura definitiva. Solo un bel passo avanti nella cura dei tumori, soprattutto di quelli che oggi sembrano più ostici. 

Un percorso complicato e ancora lungo, ma che dimostra che è da questa parte, quella della scienza, che si possono avere possibilità di vincere la battaglia.

 

Fonti:

http://www.cnao.it/

http://www.cnao.it/wp-content/uploads/2012/11/Primo_paziente_trattato_con_ioni_carbonio_13_11_12.pdf

http://www.scienzainrete.it/contenuto/news/bisturi-quantistico-tumori

 

 

 

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3 pensieri su “Science based medicine

  1. Una meraviglia della tecnologia, che può dare speranza a malati che prima erano spacciati!
    Purtroppo il nostro Paese è pieno di gente ignorante e retrograda che consdera la ricerca un colossale spreco di denaro. Non si riesce a far capire che le ricerche in campo nucleare, per esempio, non servono solo a costruire armi. Tra le altre cose, la ricerca scientifica può essere un investimento che può portare anche alla prosperità economica.
    In giro c’è troppa ignoranza e troppa disinformazione.

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  2. Io penso che la ricerca non sia basata sul trovare una cura, ma sul trovare metodi di guadagno per le aziende farmaceutiche e ospedaliere… sono molto convinto che non sia sbagliata la teoria del “più malati ci sono, più soldi si gudagnano”, quindi, sono totalmente sfiduciato che la ricerca sia volta a “curare” e sono propenso a credere che sia volta solo ed esclusivamente a “far guadagnare”.

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  3. dimostralo, magari considerando il fatto che malattie mortali una volta oggi non esistono quasi più, proprio in paesi che non sono così ricchi (ad esempio la polio), oppure con l’aumento della vita media, del benessere, col miglioramento del tenore di vita, col fatto che un’influenza oggi non uccide quanto ieri ecc ecc…fammi sapere.

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