La Stampa dei ciarlatani

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I vaccini contro l’influenza hanno avuto dei problemi? Embé? Chi se ne frega!

L’aspirina o la tachipirina vi puzzano di multinazionali? Embè? Che problema c’è?

La Stampa oggi ci rassicura tutti: prevenzione e cura tramite le dolci soluzioni dell’omeopatia!

Non avete ancora preso il virus? Il farmacista (sottolineo farmacista, non medico) Renato Raimo, esperto omeopata pisano, consiglia di prendere seduta stante, del buon Oscillococcinum da settembre a marzo, però, si raccomanda, attenti alla posologia! Una dose a settimana (chi esagera rischia il diabete, io vi ho avvertiti).

Non basta, per essere ancora più protetti bisognerebbe prendere dell’ottimo ” macerato glicerico di Rosa canina: 15 gocce al giorno diluite in un po’ d’acqua per 3 settimane al mese permettono di aumentare ulteriormente la protezione dall’influenza e dai virus para influenzali“. Ma se vi fate una spremuta di arance al mattino sono sicuro che andrà bene lo stesso…

E per chi è già malato?

Problemi zero, il nostro farmacista di fiducia ci consiglia… Oscillococcinum. Si, sempre lui, questa volta 2-3 volte al giorno ogni 6 ore (solo per 2-3 giorni).

Se siete vicini a un malato, siete ad alto rischio contagio, per cui….Oscillococcinum anche per voi.

Ancora: “In caso di febbre superiore a 38°, a esordio improvviso, per i bambini (ma anche per gli adulti) è consigliabile assumere 5 granuli di Belladonna 9 CH ogni 2 ore, mentre in caso di febbre inferiore a 38°, che appare progressivamente, è preferibile somministrare 5 granuli di Ferrum phosphoricum 9 CH ogni 6-8 ore. Qualora la febbre fosse di media entità e associata a problemi gastro-intestinali è preferibile Arsenicum album 15 CH, 1 dose il prima possibile, da ripetere se necessario dopo alcune ore.

 

Per quanto tempo?

Bè: “Nell’arco di tre-cinque giorni, i sintomi dell’influenza e delle sindromi influenzali solitamente scompaiono“.

 

Oh, e qui li volevo! Il dottor farmacista ci consiglia di prendere dei rimedi omeopatici per prevenire e curare l’influenza, giusto per il periodo di tempo in cui si protraggono i sintomi influenzali: 3-5 giorni! Poi potrete dire che grazie a quei rimedi vi siete curati, peccato che anche senza prender nulla, a meno di complicazioni particolari (sempre possibili e non scongiurate neppure dal miracoloso Oscillococcinum) sareste guariti da soli! Gli omeopati fanno così passare per funzionante qualcosa che NON funziona e che non deve neppure dimostrare di farlo, alla legge italiana basta che i rimedi omeopatici non facciano male in modo diretto (quando il problema è che indirettamente sarebbero micidiali), ma non si preoccupa di sapere se funzionino (cosa che invece, giustamente, pretende dai farmaci). La sua leggenda di rimedio miracolo si basa proprio su questo: i sintomi passano dopo un certo periodo di tempo, a volte prima grazie all’effetto placebo, e i meriti vanno a pillole di zucchero o a gocce d’acqua fresca che non contengono alcun principio attivo o ne contengono talmente poco da essere ininfluente (“è la dose che fa il veleno” diceva Paracelso e vale anche al contrario).

La Stampa (articolo firmato lm&sdp) ci spiega, con la collaborazione di un medico farmacista che pillole di acqua e zucchero (più la vitamina C della Rosa canina) sarebbero sufficienti a curare e prevenire l’influenza stagionale, in modo “dolce” che chissà cosa vorrà dire.

Spendendo (più o meno) per una “cura base”:

6,25 euro per la Belladonna 9Ch

21,45 euro per 30 dosi di Oscillococcinum

8,80 euro per il macerato glicerico di Rosa Canina

Se invece tornate in voi stessi e decidete di affidarvi alla medicina, prima chiamate il vostro medico (non il farmacista) e poi magari acquistate una scatola da 12 compresse effervescenti di Tachipirina 1000 costa 5,30 euro e con 5 euro vi comprate abbastanza arance da assicurarvi abbastanza vitamina C da poter lasciare sullo scaffale le boccette di rosa canina. Anche questa volta, dopo 3-4 giorni vi sarà passato tutto (sempre escludendo complicazioni ulteriori), ma almeno sapete che la tachipirina serve davvero a farvi sfebbrare (è un antipiretico, le cui doti sono state testate, provate e confermate) e non dovrete assumerla fino al prossimo marzo, ma solo se e quando ne avrete bisogno (febbre alta e dolori).

Insomma, da una parte ci sono i guru dell’alternativo, supportati da un’informazione irresponsabile (si perché di fatto consiglia alla gente di non curarsi),  ignorante e scientificamente acritica (La Stampa in questo caso), che vi promettono mari e monti spendendo tanto per assumere il nulla e farvi credere che funzioni. Un’esempio di pessimo giornalismo e di cialtronaggine senza pari (pronto a rispondere di queste affermazioni in tutte le sedi che volete).

Dall’altra parte c’è il buonsenso.

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4 pensieri su “La Stampa dei ciarlatani

  1. eh…tu cosa ne pensi? 😀 Ma ci sarà sempre qualche spiegazione basata sulla fisica quantistica delle nanoparticelle cerebrali dell’acqua a loro favore…

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    • Infatti in molti paesi (recente sentenza ad esempio in California) è obbligatorio indicare sulla confezione il contenuto effettivo del prodotto. Nella fattispecie: 60% glucosio; 40% lattosio. Per chi non avesse una laurea in chimica, significa 100% zucchero.

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