I vaccini e le turbe di Lannes

Di Photo Credit: Content Providers(s): CDC/Dr. M.S. Mitchell [Public domain], attraverso Wikimedia Commons
Ho già parlato un’altra volta di Gianni Lannes, giornalista che tempo fa aveva acquisito ampio credito e che poi si è tuffato con un triplo salto carpiato nel calderone delle teorie del complotto. Al tempo lo feci in merito alle sue affermazioni riguardanti il terremoto emiliano (che, ricordo, ho vissuto in prima persona) che lui sostiene essere stato provocato “a mano” dai Grandi Padroni del Mondo. Il che mi fece incazzare parecchio, perché la gente che subisce un trauma del genere ha bisogno di un sacco di cose tranne che si sentirsi raccontare cazzate apocalittiche.

Ieri invece è uscito sul suo blog un articolo di denuncia sulle sperimentazioni cliniche dei vaccini che “non servono alla salute dei bambini, ma esclusivamente ad alimentare i profitti delle multinazionali farmaceutiche“. Manco a dirlo, la sua “denuncia” ha avuto ampia eco sui soliti siti che si spacciano per canali di “vera” informazione, “senza censura” (eh..provate e commentare dicendo cose che non gradiscono) ecc ecc, insomma canali di gente che è convinta di essere l’unica a dare voce ai terribili segreti del Nuovo Ordine Mondiale (dal signoraggio bancario ai cattivi ebrei passando per il buon governo iraniano) che loro scoprono stando comodamente seduti davanti al pc (qui un esempio e qui un altro).

Di cosa si tratta? Bene, Lannes ha spulciato i verbali degli atti del Senato e ha letto una cosa che lo ha sconvolto: un atto di sindacato ispettivo durante la XV legislatura in cui la senatrice Monacelli aveva chiesto al Ministro della Salute se non fosse il caso di intervenire nel merito di una procedura di sperimentazione clinica (fase III)di un nuovo e più potente vaccino contro il batterio streptococcus pneumoniae.

Oggi, si utilizza il vaccino epta-valente 7vPnC (sui bambini che hanno meno di due anni) che protegge contro sette sottotipi di streptococcus. L’obiettivo della sperimentazione, condotta dalla casa farmaceutica WYETH LEDERLE per il tramite della Charles River era quello di testare un vaccino 13-valente (13vPnC)  con uno “Studio clinico di fase 3, randomizzato, con controllo attivo, in doppio cieco per valutare la sicurezza, la tollerabilita` e l`immunogenicita“.

Monacelli evidenziava che nell’informativa redatta dalla Charles River c’erano dei punti di criticità, come il fatto che “alcuni di questi 13 ceppi risulterebbero praticamente inesistenti in Italia, pertanto ciò comporterebbe un’inutile aggressione al sistema immunitario dei bambini sottoposti a tale sperimentazione dal servizio vaccinazioni della ASL RM E” e in particolare questo passaggio:

Non c’è garanzia che risposte saranno registrate con questo vaccino 13-valente o se eventuali risposte mostrate daranno protezione. Questo vaccino sperimentale potrebbe non proteggere suo figlio da infezione da Streptoccoccus pneumoniae. Questo vaccino sperimentale potrebbe non essere d’aiuto per suo figlio, ma altri potrebbero beneficiare delle informazioni ottenute da detto studio”.

Riguardo al primo punto di criticità, non sono in grado così su due piedi di verificarne la veridicità ma mi pare un problema di poco conto dato che l’obiettivo del test era verificare la sicurezza, la tollerabilità e l’immunogenicità, ovvero e in parole povere, le reazioni e la risposta immunitaria sui bambini. Inoltre “praticamente inesistenti” non capisco bene cosa significhi e quanto valore possa avere in questo contesto.

Sul secondo punto, ovvero sul fatto che il test clinico avrebbe potuto non portare vantaggi ai bambini sottoposto alla sperimentazione, mi sento di poter affermare che non vi leggo nulla di strano per un semplice motivo: si tratta di una sperimentazione di un vaccino per bambini e in quanto tale nessun trattamento può garantire alcunché. E’ vero che la legge richiede che i pazienti che si sottopongono al test possano trarre “qualche beneficio diretto”, ma bisogna stare attenti a non confondere i potenziali benefici con la garanzia che quei benefici ci saranno.

Detto questo, sorvegliare, stare attenti e chiedere maggior cautela non fa ma mai male. A quella interrogazione, il Ministero rispose, per mezzo di Antonio Gaglione, allora Sottosegretario di Stato per la salute quanto segue:

Si segnala che il Comitato Etico del Centro coordinatore (Ospedale Maggiore di Milano) ha espresso al riguardo parere positivo nella seduta del 14 luglio 2006; gli altri Comitati Etici coinvolti, tra cui quello della ASL RM E, hanno espresso in piena autonomia la loro accettazione o il loro rifiuto alla partecipazione a tale studio.
        Va sottolineato che, prima della formulazione del rispettivo parere, i Comitati Etici verificano la specifica documentazione (tra cui il protocollo, il certificato di assicurazione, il foglio informativo per i pazienti, il consenso informato ecc.), e solo successivamente alla valutazione di questi parametri è possibile per i Comitati esprimersi in merito ai potenziali rischi e ai benefici di una sperimentazione clinica.
        Nel caso in esame, peraltro, il Comitato Etico della ASL RM E ha evidenziato, a tutela della salute dei bambini, le seguenti raccomandazioni per il medico sperimentatore:
            1) le dosi dei vaccini non debbono essere somministrate in concomitanza con altri vaccini di routine, al fine di evitare possibili interazioni;
            2) non debbono essere arruolati soggetti nati prematuri o che hanno manifestato episodi convulsivi, per evitare il possibile manifestarsi di episodi di apnea;
            3) deve essere spiegato ai genitori (o rappresentanti legali) del bambino il significato del termine «apnea», al quale si fa cenno nel foglio informativo, e debbono essere fornite precise indicazioni sui comportamenti da tenere, qualora si verifichi tale episodio.

Insomma, gli istituti cui è preposta la scelta di eseguire o meno la sperimentazione, hanno autonomamente verificato le premesse e concesso o meno l’autorizzazione e il Governo evidenziava, nella risposta, l’esecuzione delle procedure corrette.

Quale sarebbe lo scandalo? Io non ne vedo. Secondo Lannes invece c’è ed è questo: “Ecco il caso di una sperimentazione ignota all’opinione pubblica, realizzata usando bimbi in piena salute come cavie […] Certe cose il potere politico – condizionato da quello economico (alla voce corruzione) – non ci tiene a farle sapere in giro. Dopo la vivisezione sugli animali da almeno un lustro queste bestie senza scrupoli testano i pargoli.

Siamo arrivati al vero clou della vicenda, per sintetizzare, sempre con le parole di Lannes  “la vicenda è stata insabbiata dalle istituzioni di controllo“.

E’ davvero così?

Prima considerazione: la sperimentazione sui bambini non è nata nel 2006 con questa vicenda ma, ovviamente si fa molto più spesso di quanto Lannes creda, tipo ogni volta che si deve commercializzare un farmaco a loro destinato. E’ vero che valgono regole più stringenti (come è giusto che sia) quando il trial clinico si svolge su minori, ma la legge, giustamente, non li vieta. Inoltre, ad un primo esame giuridico fatto in casa da me, la richiesta era conforme al decreto legislativo n. 211 del 24 giugno 2003 (Attuazione della direttiva 2001/20/CE relativa all’applicazione della buona pratica clinica nell’esecuzione delle sperimentazioni cliniche di medicinali per uso clinico).

Si chiama trial clinico e segue quello animale che a sua volta segue i test in vitro e in silico (e altre diavolerie). Si giunge infine ai destinatari delle cure: gli umani e l’obiettivo è sempre il solito: verificare che il farmaco sia il più sicuro possibile utilizzando gli strumenti, rozzi ed eticamente problematici quanto vogliamo, che abbiamo a disposizione: Ripeto per l’ennesima volta: se qualcuno ha soluzione migliori, si faccia avanti (Nobel assicurato), non vediamo l’ora di non mettere più mano a qualsiasi tipo di cavia.

Seconda considerazione: per Lannes questa è una vicenda che è stata insabbiata. Ma se insabbiare significa nascondere mi spiegherà come ha fatto a trovare l’interrogazione parlamentare o come ho fatto io a trovarla in cinque minuti senza dover utilizzare la copia da lui salvata su un server di storage di immagini, magari qui? In un luogo virtuale libero e accessibile gratuitamente da chiunque?. Mi spiegherà anche come mai, nonostante l’insabbiamento, l’agenzia per il farmaco (AIFA) conserva tutta la vicenda, di nuovo in una pagina web liberamente accessibile e consultabile in cui sono scritti gli obiettivi del test, i soggetti a cui era rivolto e il numero identificativo e la società farmaceutica responsabile (qui e poi  qui)?

So già che non arriveranno risposte, l’importante è gridare allo scandalo e puntare il dito contro presunti complotti magari cavalcando qualche fatto di cronaca come i medici che si fanno pagare le vacanze per prescrivere farmaci o il ritiro di alcuni vaccini anti-influenzali dalla commercializzazione perché pericolosi (ma come? non volevano annientarci coi vaccini?).

Invece io vorrei rispondere a Lannes che, a fine articolo, chiede “Ma la civiltà di un popolo non si misura dal grado di attenzione e di rispetto per i bambini?“.

Si caro Gianni, si misura (anche) così, e vaccinarli e un modo per prendersi cura di loro, farli crescere sani e forti. Per farlo, converrai anche tu, dobbiamo testare i farmaci e non possiamo testarli sui muri per vedere se sono efficaci sull’uomo (ma se hai altre opzioni libero di renderci edotti, ripeto, Nobel assicurato). La polio non ha insegnato proprio nulla, oppure oggi è talmente scontato viverci senza che anche chi dovrebbe averla vista e vissuta se n’è dimenticato, scordandosi anche come si è giunti a debellarla quasi del tutto?

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