Effetto placebo

Tanto per incominciare sgomberiamo il campo da facili illusioni: no, nonostante il titolo, non parlerò di omeopatia!

Parlerò di religioni (lo so, anche quella omeopatica è una fede).

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Religion and Health avere un credo religioso è d’aiuto nel superare meglio le malattie. Sembra che basti un credo qualsiasi, dal Cattolicesimo al Buddhismo, passando per il Protestantesimo e il l’Islamismo.

Basta credere in qualcosa, che si chiami Yahweh o Allah o Nirvana poco conta, l’idea che la propria vita abbia un senso se si pensa di averne un’altra a disposizione sembra portare effetti benefici quando i tratti positivi di ciascuna credenza prendono il sopravvento e influenzano la personalità del credente-malato. Secondo i ricercatori il credo religioso si accoppierebbe bene con lo stress da malattia influenzandolo positivamente. Ovviamente non è tutto oro ciò che lucica, perché gli aspetti negativi delle religioni, che potremmo definire aspetti punitivi, possono portare alla depressione del malato che interpreta la malattia come volontà divina. Infatti il consiglio dato agli operatori sanitari è quello di assecondare gli aspetti “buoni”, positivi, di ogni credo spirituale in modo che influiscano positivamente sul decorso della malattia.

Esatto, non sono miracoli e non sono interventi divini, a meno che le divinità in questione non si chiamino Placebo (che poi se lo leggete in inglese e vi piace il gruppo musicale che porta lo stesso nome potrebbe anche darsi). Credere che qualcosa ci aiuti e ci faccia bene, ci aiuterà e ci farà bene. Ma non ci curerà e non ci salverà e non avrà influito volontariamente su di noi. Sarà solo il singolare punto di vista di ciascun “fedele” a darne questa interpretazione, ma la realtà ha confini ben più larghi.  Avere una “spiritualità positiva” è probabile che influenzi positivamente il decorso della malattia. Così come avere una “spiritualità negativa” è probabile lo influenzi negativamente. E’ una cosa che i ricercatori vedono ogni giorno quando fanno i trial clinici, una parte dei pazienti che assume dei placebo sentirà di star meglio o peggio, dipendendo molto da quanto si “crede” nella pillola che si ingurgita (più altri fattori). La religione funziona così, né più né meno. Una grossissima pillola di placebo spirituale che siamo abituati (stavo per scrivere costretti) a ingoiare fin da piccoli, composta da una raffinatissima polvere di irrazionalità, sostanza a metà fra ignoranza e falsità arcaiche.

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