Meccanismi di scienza emozionale

La scienza emozionale non è una scienza ma esiste e si fa strada sempre più, accompagnandosi spesso con la sua pimpante cugina, la pseudoscienza

E’ un tipo di scienza che prescinde da molti concetti scientifici e perfino dalla logica, ma che centra un bersaglio molto particolare: le nostre emozioni.

Il suo campo d’elezione è oggi la lotta contro la ricerca scientifica sugli animali e fruisce di immagini di sicuro impatto emotivo, con animali spaventati, o affetti da qualche morbo orribile, che muovono la nostra pietas (termine che non uso a caso nella sua forma latina che ricorda gli insegnamenti cristiani) e la nostra empatia. Ecco, da qui partono le buone ragioni della scienza emozionale per combattere la scienza. Far leva sui sentimenti è un grande strumento per spegnere la ragione.

Il passo successivo è dimenticarsi anche della logica più basilare, insegnamento appreso dalla pseudoscienza, campionessa indiscussa di ragionamenti senza capo ne coda. Prendo un esempio significativo, in rete circola questo bellissimo manifesto antivivisezionista:

Si chiede ai metodi sostitutivi la sperimentazione animale di essere validati, ossia di dimostrare che i risultati che si ottengono sono predittivi di quanto poi accadrà nella nostra specie. Peccato che nessun modello animale sia mai stato validato ed anzi, quasi sempre, i risultati ottenuti con i metodi sostitutivi vengono paragonati a quelli ottenuti con la sperimentazione animale. Si cerca quindi di validare alcuni metodi (sostitutivi) usando come paragone altri metodi mai validati (modelli animali).

Alcuni ricercatori affermano che la storia ha validato i modelli animali: ma quale storia, quella del 2012 o dell’Ottocento? Prima di parlare di validazione dei metodi sostitutivi bisognerebbe validare i modelli animali, se ciò non è possibile significa che noi prendiamo in giro l’opinione pubblica convincendola, solo con le chiacchiere, che quanto facciamo prima di sperimentare sulla nostra specie è valido, ma in realtà le vere cavie diventano gli essere umani.

Ora il discorso sostenuto, in soldoni è questo: le alternative alla sperimentazione sugli animali ci sono ma si richiede che vengano validate, peccato che la sperimentazione animale stessa non è mai stata validata ma è un fatto presupposto. Per validazione intendiamo:

Fornire un’evidenza documentata garantendo, con un alto grado di sicurezza, che uno specifico processo (o sottoprocesso) sia in grado di rendere in maniera ripetibile un prodotto conforme alle specifiche registrate ed agli standard di qualità predeterminati a priori (da Wikipedia).

Per quel che ne so è vero: la sperimentazione sugli animali è un procedimento presupposto nella scienza medica in generale.
Ed è giusto e naturale che sia così: è il modello storico su cui si basa la nostra scienza medica è ovvio che sia presupposto.E’ frutto di decenni di prove e sperimentazioni, di utilizzo e affinamenti. Se mi è permesso sgattaiolare dal campo scientifico propongo questo esempio (coi suoi limiti e con le debite proporzioni): prima che l’uomo inventasse i fiammiferi o l’accendino, il modello su cui si produceva la scintilla e si appiccava il fuoco era costituito dallo sfregamento di due pietre focaie. Validare il fiammifero o l’accendino ha significato verificare che il fiammifero e l’accendino fossero più efficienti delle nostre due pietre. Il termine di paragone erano sempre le due pietre focaie che però sono termini presupposti nel paragone. Nessuno le ha validate e non è stato fatto perché non c’era bisogno, rappresentavano un metodo frutto dell’esperienza e di tante prove, ma nessuno lo ha mai “validato”.
Anche la lingua dovrebbe essere importante: metodo sostitutivo significa che il metodo proposto deve “mettersi al posto di” qualcosa già esistente. Per farlo, per essere davvero sostitutivo, deve raggiungere per lo meno gli stessi risultati e possibilmente fare anche meglio. Qui sta il succo della validazione: dimostrare di essere alla pari o migliore di quanto già si ha. Sostitutivo indica che qualcosa c’è già e che qualcos’altro deve prenderne il posto. La sperimentazione animale è ben lungi dall’essere perfetta, ma è il modello di riferimento e dunque è naturale che sia presupposto, come è naturale che chi pretende di sostituirlo debba dimostrare di avere in mano uno strumento migliore e  altrettanto o più completo.
Se posso immaginare un dialogo, ci sono due tizi che contemplano una lampadina. Uno fa
-La tua lampadina andrebbe sostituita, fa poca luce e consuma troppo, io ne ho una migliore.
L’altro allora risponde
-Ok, portami la tua lampadina, ma solo se è più efficiente, cioè che faccia più luce e consumi di meno, oppure  faccia la stessa luce consumando meno oppure faccia più luce a parità di consumi.
-No!- risponde l’altro, -sei tu mi devi dimostrare che la tua lampadina è efficiente-
Esatto, è una risposta che non ha senso, ma è più o meno il giochino che si fa con la sperimentazione animale.
Ora, chi è il fautore di quello che ho definito più sopra manifesto antivivisezione? E’ il dott. Stefano Cagno, membro della LIMAV e del comitato Equivita. Un dottore? Bé allora fermi tutti, se è un dottore sa di cosa sta parlando, d’altronde ripeto, è un dottore no?
Si, è un medico. Ma un medico non è un ricercatore. Come faccio a dirlo? Bé, chi fa ricerca prima o poi dovrà pubblicare qualcosa, e dato che Cagno è medico ospedaliero dal ’92 (così dice la sua pagina su Wikipedia) qualcosa avrà già prodotto. Bene, andiamo a vedere cosa nel database PubMed.
Niente, Cagno non ha mai pubblicato una ricerca che sia una tanto che il database basa i risultati su  Stefano Magno. Non che ci sia niente di male, ma questo è il grande mentore (uno di loro perlomeno) della scienza emozionale, uno che non ha mai prodotto una pubblicazione scientifica su ciò che gli sta più a cuore e su ciò di cui è più convinto: un metodo alternativo/sostitutivo della sperimentazione animale. Zero, nulla di nulla, solo libri per il pubblico, ma non è con i libri per il pubblico che si costruisce la scienza (con quelli si costruisce la consapevolezza, la curiosità e quant’altro, ma non la scienza in sé), bensì con pubblicazioni scientifiche, ovvero seguendo il metodo scientifico. Stephen Hawking non è un grande scienziato perché ha pubblicato Dal Big Bang ai buchi neri ma è un grande scienziato perché ha studiato e messo alla prova della comunità scientifica i suoi studi. Poi ha pubblicato i libri divulgativi di successo. Per voler scardinare un sistema minandone le sue basi bisognerebbe per lo meno averci avuto a che fare, averne testato la solidità. Invece zero, nulla di nulla.
Ma la scienza emozionale, al pari della pseudoscienza, non si cura di questo aspetto: fa diventare un’affermazione scientificamente accettabile solo perché piace al pubblico, ne incontra alcuni valori e ne pettina l’etica e la morale (rimpiazzandola con una ancora peggiore, magari ne parleremo un’altra volta)  ma non richiede che vengano rispettati i crismi del metodo scientifico, punto nel quale la falla viene colmata con la parola complotto o con dogmatismo scientifico o con questioni di etica assoluta.
Invece no, per avere credibilità bisogna mettere alla prova le proprie affermazioni, rispettare la logica e guardare alla realtà, anche quando non ci piace. Tutto il resto è fuffa fuffosa con la quale ci lisciamo il pelo e ci sentiamo migliori, senza però mai fare un passo avanti.
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18 pensieri su “Meccanismi di scienza emozionale

  1. “ciò che si chiama OPINIONE GENERALE è ,inizialmente, l’opinione di 2 o 3 persone,in un primo momento,che supposero,o presentarono o affermarono tali opinioni.Poi si fu cosi benevoli verso di loro da credere che le avessero davvero esaminate a fondo.Il pregiudizio che costoro fossero sufficientemente capaci indusse dapprima alcuni ad accettare anch’essi l’opinione,a questi cedettero a loro volta molti altri,ai quali la PIGRIZIA suggerì di credere subito piuttosto che farne faticosi controlli.Così crebbe,di giorno in giorno,il novero di tali pigri creduloni.Una volta che l’opinione ebbe dalla sua un buon numero di voci,quelli che vennero dopo l’attribuirono al fatto che essa aveva potuto guadagnare tanto solo per la fondatezza delle sue ragioni.I rimanenti,per non passare da teste irrequiete che si ribellano contro opinioni universalmente accettate,o per saputelli che vogliono essere più intelligenti,furono costretti ad accettare ciò che era stato da tutti considerato giusto.A questo punto il CONSENSO DIVENNE UN OBBLIGO.D’ora in poi,i pochi coraggiosi capaci di giudizio,sono costretti a tacere e a poter parlare è solo chi è incapace di giudizi propri ed è semplice eco di opinioni altrui e proprio costoro sono i difensori più zelanti e intolleranti di quelle opinioni.In colui che la pensa diversamente essi odiano,nonn tanto l’opinione diversa,quanto l’audacia di voler giudicare da sè,cosa che ess non provano mai a fare,e,in cuor loro,ne sono consapevoli.
    QUESTO PASSO DI A. SCHOPENHAUER CREDO CHE RIASSUMA BENE LA STORIA RIGUARDANTE LA S.A(VIVISEZIONE) DA C. BERNARD IN POI…

    MA ORA ,VISTO CHE AD UNA PROPRIA OPINIONE ASPIRANO MOLTI, MA ALLA SALUTE ASPIRIAMO TUTTI,BASTA:
    Nessuna sperimentazione animale è stata MAI validata,ma semplicemente si è sempre fatto così…Tanto che il British Medical Journal si è posta il problema:”Where is the evidence that animal research benefits humans”? V.328.514-7
    giornaletto della Lav??No.
    ..usi e consuetudini non mi bastano (ed iniziano a non bastare più a tantissimi )..se si tratta della mia pelle..poi per la tua fai tu.
    p.s. Da http://www.curedisease.net:
    In Inghilterra ,su 500 specialisti intervistati che lavorano sull’uomo nelle cliniche ospedaliere,410 dottori (82 %) ritengono non affidabili per l’uomo i risultati ottenuti sugli animali…,
    se anche questi 410 medici risultano antipatici come le risulta Cagno, eccone altri..speriamo che le stiano più simpatici.. 😉
    Prof.Sprovieri (Sorrento,1980) “la ricerca biomedica non ha bisogno di animali,è insensato e pericoloso continuare a seguire questa via tradizionale”. Prof. Croce P.ex primario dell’ospedale Sacco di Milano, dopo anni di ricerca sui modelli animali, umilmente e onestamente li riassumeva cosi: “errore metodologico”. Da “Nature” “… negli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda le malattie neurodegenerative, i risultati ottenuti utilizzando il modello murino [cioè i topi, ndr] appaiono pressoché inutili”. Nel 2000 il National Cancer Institute americano ha eseguito un’analisi retrospettiva di 39 farmaci confrontando il risultato dei test eseguiti sugli xenoinnesti con quello della successiva sperimentazione clinica sull’uomo di Fase 2. Ebbene: solo il 45% dei composti che avevano avuto effetti antitumorali negli xenoinnesti si sono dimostrati efficaci anche nei test clinici. (ergo,matematicamente, il lancio di una moneta che arriva al 50%,avrebbe addirittura sovrastimato il risultato ricavato dalla vivisezione..peraltro risparmiando)
    Dr.Irwin Bross, ex dir. Sloan-Kettering, grande istituto di ricerca sul cancro : “I contraddittori risultati della sperimentazione animale non solo hanno spesso ritardato e ipotecato il cammino della guerra al cancro, ma non hanno mai neppure determinato un solo tangibile avanzamento sul terreno della prevenzione o della cura del cancro umano”, Ricercatori di società farmaceutiche come Eli Lilly : “Se considerate i milioni di topi che siamo riusciti a curare, e poi li confrontate con ciò che siamo riusciti, o meglio, con ciò che non siamo riusciti a fare nella cura clinica delle metastasi, vi renderete conto che in quei modelli ci dev’essere qualcosa di sbagliato”;il cardiologo John Pippin, facoltà “Harvard Medical School”, analizzando gli articoli pubblicati dagli autori degli esperimenti, commenta: “E’ un insieme di articoli dai quali risulta in modo evidente l’uso strumentale di un esperimento per giustificare il successivo. In molti casi, una serie di domande prive di risposta – e generalmente non previste – emerse da uno studio sono state prese a pretesto per eseguire quello seguente. Più di una volta l’équipe invoca risultati errati o contraddittori di studi precedenti (spesso eseguiti da loro stessi) per giustificare un ulteriore esperimento. Questo lavoro esemplifica in modo straordinario una pratica diffusa: la manipolazione di modelli animali in base alle necessità e alla convenienza, indipendentemente dalla validità dei risultati che si ottengono.”, Dr. Benjamin Wolozin, docente di farmacologia dell’università di Boston: “Il problema sta nell’abisso esistente tra il lavoro sperimentale con gli animali e i test clinici con l’uomo.”, Dr. Marius Maxwell, neurochirurgo formatosi ad Oxford, Cambridge e Harvard, in merito all’irriproducibilità del Parkinson umano negli animali intossicati , dice: “non ci sono prove del fatto che la loro predittività per il trattamento del Parkinson nell’uomo possa superare il risultato probabilistico del 50/50, come nel lancio della classica monetina”. Dr.ssa Neancy Andreasen, psichiatra americana tra i massimi esperti mondiali sulla schizofrenia, dice “Non è possibile avere modelli animali per i disturbi del pensiero formale.Anche i modelli animali utilizzati dalle case farmaceutiche per testare l’efficacia terapeutica degli antipsicotici non sono validi.”, Prof. Rocca Rossetti Salvatore,ordinario di nefro-urologia e Direttore dell’Istituto di Urologia dell’Università di Torino dice: “nessun chirurgo è diventato tale perché ha imparato ad operare sull’animale,semmai sull’animale ha disimparato”;Prof. Veronesi Umberto: “All’istituto Europeo di Oncologia non si useranno per nulla animali da laboratorio.Lo spazio inizialmente previsto per gli stabulari è stato trasformato in laboratorio di colture cellulari”
    .. E se anche questi non ti sono simpatici,potrei continuare..

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  2. Tutto ciò che mi riporti sono affermazioni, nessuno studio che DIMOSTRI che le alternative all’uso di animali siano migliori. Basi il tuo ragionamento esclusivamente sulla “autorità” (vera o presunta) di chi ha fatto l’affermazione e metti ben pochi riferimenti per verificare che quanto affermi sia corretto (as usual).

    L’unico studio con riferimenti precisi che citi è:Where is the evidence that animal research benefits humans”? Bene, se lo leggi e non ti fermi al titolo non trovi scritto che la sperimentazione animale è brutta e cattiva ma che bisognerebbe fare degli studi analitici e sistematici per evitare sperimentazioni inutili e migliorare il sistema avendo una base di dati più efficiente e organizzata. Non c’è scritto da nessuna parte che i modelli animali non servano a nulla.

    La citazione di Veronesi non l’ho trovata da nessuna parte, ma in compenso qui (http://www.fondazioneveronesi.it/blogveronesi/3729) dice: L’affermarsi delle tecniche alternative ha ridotto, ma non azzerato, l’utilizzo di animali nella ricerca scientifica. Se i test di efficacia di un farmaco si possono realizzare su cellule tumorali in coltura, cioè in vitro, quelli di tollerabilità (quale dose massima di un certo farmaco si può somministrare senza incorrere in effetti tossici? quanto tempo deve trascorrere tra una dose massima e la successiva?) si possono eseguire prevalentemente in vivo, cioè sul vivente. E allora è giocoforza servirsi degli animali: lo si fa nei migliori centri di biomedica con un preciso obbligo statuito a livello mondiale. E cioè che “fattore essenziale della ricerca sull’animale è l’assenza di dolore, di angoscia e anche di semplice disagio dell’animale”.
    Il vero dramma degli animali è come sono trattati da tutti noi e non dai ricercatori scientifici. Il vitello, uno degli animali più evoluti nella scala neuropsichica e che soffre molto di più di quelli usati in laboratorio come cavie, non trova molti oppositori contro la fine terribile cui viene sottoposto nei mattatoi per garantire le belle “fettine di vitello” sulle nostre tavole.

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  3. Sicuro di non avere qualche problema di connessione internet.?
    Possibile che tra tutti i nomi e le testimonianze che ti ho velocemente citato non hai trovato nulla??mmhh..
    vabbè, a parte il dribbling/digressione sul vitello…
    trovo corretta la tua osservazione relativa alle PROVE e DIMOSTRAZIONI ma proprio non capisco
    perchè non le si pretenda dalla s.a., che NON è mai stata validata ma si tramanda per abitudine/inerzia?
    mah

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  4. L’ipotesi di predittività del modello animale per quanto riguarda le reazioni a farmaci e sostanze ed i processi patologici umani (modello animale causale analogo CAM) non è mai stata verificata (Balls 2004, Matthews 2008; Shanks et al. 2009, Pound et al. 2004; Knight 2007) e rimane attualmente un fatto controverso (van Der Worp et al. 2010). Non è infatti possibile reperire in letteratura alcuno studio di predittività/validazione1 del modello animale, seppure quest’ultimo sia notoriamente acclamato quale predittivo ed universalmente accettato come standard aureo non siano reperibili in letteratura veri e propri studi di predittività/validazione per quanto riguarda il modello animale causale analogo, esistono non poche evidenze e studi che sembrerebbero, semmai, dimostrare l’infondatezza dell’ipotesi di predittività.
    Ecco soltanto alcuni esempi presi in letteratura:
    Revisione sistematica, 2006: emerge che la concordanza tra i risultati positivi ottenuti sui modelli animali e quelli riscontrati poi sull’uomo nella pratica clinica è appena del 33%. Gli stessi autori concludono che un simile risultato dovrebbe far riflettere sul grado di estrapolabilità all’uomo dei dati ottenuti da studi su animali ed invitano alla cautela (Hackam & Redelmeier 2006).
    Da studi di concordanza tra modelli animali e uomo per gli effetti di 6 tipologie diverse di interventi e/o cure mediche (1 – corticosteroidi in trauma cranico, 2 – antifibrinolitici in emorragia, 3-trombolisi in ictus ischemico acuto, 4 -tirilazad in ictus ischemico acuto, 5 – corticosteroidi prenatali per prevenire la sindrome da stress respiratorio nei neonati, e 6 – trattamento con bifosfonati per prevenire l’osteoporosi) emerge che per quanto riguarda i casi 1, 2,4,5 non vi è concordanza tra gli effetti riscontrati sul modello animale e sull’uomo mentre nei restanti casi esiste una certa concordanza. Gli autori concludono che la discordanza osservata tra modelli animali e pratica clinica può essere dovuta a bias oppure all’incapacità del modello animale di riprodurre i processi fisio-patologici umani (Perel et al. 2007). Per interpretare le conclusioni di tale articolo riferirsi a Sena et al. 2010.
    Studio sulla validità della s.a.: “L’uso di modelli animali non ha contribuito allo studio dell’ictus” [Use of Animal Models Has Not Contributed to Development of Acute Stroke. Stroke 2005, 36:2323-2324. American Heart Association].
    Dall’analisi di 51 serie di esperimenti su animali condotta presso le Università di Wurzburg, Erlangen e Regensberg in Germania, è emerso che il 99,7% dei risultati prodotti dalla ricerca su 5000 animali, non erano applicabili alla clinica e che per il restante 0,3% non vi è stata alcuna applicazione (Lindl et al. 2006) Lo studio è stato menzionato più tardi sotto forma di lettera sulla rivista Altex, qui . L’autore conclude che i benefici per la salute collettiva derivanti dalla sperimentazione animale sono sovrastimati.
    L’istituto nazionale americano del cancro (NCI) sperimentò su modelli murini 12 tipi di farmaci antitumorali utilizzati con successo sui pazienti umani. Furono impiegati topi con 48 tipologie differenti di tumore “umano” e furono somministrati loro i 12 farmaci. Nel 63% dei casi i modelli murini furono incapaci di predire accuratamente la risposta già nota sull’uomo [Science vol. 278, 7 November 1997: 1041-1042].
    In uno studio dell’FDA furono presi in esame 6 farmaci i cui effetti avversi erano già noti sull’uomo. Dallo studio emersero i seguenti risultati: gli animali predissero correttamente 22 effetti collaterali, rivelarono 48 effetti avversi non presenti invece nell’uomo, mentre non identificarono 20 effetti avversi noti nell’uomo. Ciò significa che nel 76% dei casi gli animali hanno fornito una previsione scorretta [Lumley and Walker 1990].
    Il 92% dei farmaci che passano con successo attraverso i test su animali non supera le successive fasi cliniche (sull’uomo) a causa di effetti avversi e/o inefficacia [Usha 2005, FDA].
    I modelli animali forniscono dati di farmacocinetica inattendibili [Grass e Sinko 2002; Arun and Barry 2003 Shanks et al. 2009, vedi grafici qui]
    Gli studi di tossicità condotti su animali non possono essere considerati predittivi a causa delle significative differenze tra le specie rispetto a parametri farmacocinetici quali assorbimento, distribuzione, metabolismo, escrezione dei composti chimici o dei farmaci. Le ampie variazioni delle LD50 (anche nelle specie tra loro affini come ratti e topi) ci dicono qualcosa sull’inattendibilità dei test di tossicità attualmente previsti (Hartung 2009).
    La predittività degli animali negli studi di teratogenesi è inaccettabile [Dije 2006, Bailey et al. 2005]
    Gli studi di cancerogenesi svolti su animali non sono in grado di predire il rischio di cancro nell’uomo e l’estrapolazione dei dati dall’animale all’uomo comporta notevoli difficoltà. [Salsburg 1983, Lester et al. 1988, Knight et al. 2005, Kight et al.2006]
    Per decenni l’evidente correlazione tra fumo di sigaretta e cancro polmonare non è stata accettata. Ciò lo dobbiamo in gran parte al fatto che non è stato possibile riprodurre lo stesso fenomeno negli animali di laboratorio. Ciò risultò in un notevole ritardo nei provvedimenti legislativi a tutela della salute pubblica [Coulston and Shubick 1980].
    Di 20 composti noti che non causano il cancro nell’uomo, 19 causano il cancro nei topi [Mutagenesis 1987;2:73-78] mentre di 19 composti noti cancerogeni nell’uomo soltanto 7 causano tumori nei ratti [Fund Appl Toxicol 1983;3:63-67]
    Di 22 farmaci dimostratisi efficaci su modelli animali di lesione al midollo spinale, nemmeno uno si è rivelato efficace nell’uomo. [J Am Parapl Soc 11;23-25 1988]
    Testando 6 tipologie di farmaci sugli animali e confrontando tali risultati con quelli noti sull’uomo si sono ottenuti per il modello animale valori di sensibilità del 52% mentre il valore predittivo positivo non superava il 31% (Heywood 1990).
    Uno studio degli anni 90 rivelò che in soltanto 6 casi su 114 la tossicità di un farmaco riscontrata nelle fasi cliniche aveva un parallelo con la tossicità riscontrata nell’animale [Spriet-Pourra e Auriche 1994].
    2012 – Studio sulla validità della sperimentazione compiuta sugli scimpanzé, specie animale, tra quelle usate in laboratorio, geneticamente più vicina all’uomo:
    a) la maggior parte delle ricerche compiute su scimpanzé e pubblicate (in aggiunta quindi alle ricerche mai presentate o non accettate per la pubblicazione) non viene mai citata successivamente in studi di medicina umana. Nelle rare citazioni era chiaro che gli esperimenti su scimpanzé non avevano contribuito alla ricerca clinica umana.
    b) La valutazione del ruolo degli scimpanzé negli studi per i vaccini contro l’AIDS dimostra il fallimento di tale modello. Ad oggi, 85 differenti vaccini hanno dimostrato di essere sicuri ed efficaci negli scimpanzé ed in altre scimmie. Tuttavia, in 197 studi clinici, nessuno di questi è risultato essere utile all’uomo.
    c) La valutazione riguardo alla ricerca sul cancro ha dimostrato che gli scimpanzé, i nostri più vicini parenti genetici, hanno sprecato enormi finanziamenti per la ricerca. I tumori negli scimpanzé sono estremamente rari, e sono biologicamente diversi dai tumori umani.
    d) La valutazione riguardo alla ricerca per l’epatite C ha dimostrato che il ruolo degli scimpanzé è totalmente esagerato. L’uso degli scimpanzé è continuato per convenzione, non per merito scientifico o per necessità.
    [The Ban on the Use of Chimpanzees in Biomedical Research and Testing in the UK Should Be Made Permanent and Legally Binding. BUAV/FRAME. ATLA 40, 3–8, 2012]

    Esempi di patologie umane per cui modelli animali sono da tempo riconosciuti fallimentari (e nonostante ciò vengono ancora utilizzati).
    HIV in Primati e Felini (Kim et al. 2010, Bailey 2008, Bennet e Hart 1995 )
    Sclerosi multipla in topo (Rice 2012)
    Asma in varie specie (Holmes et al. 2011)
    Malattie neurodegenerative in topi ed altri modelli (articolo qui)
    Alzheimer in roditori e primati (Blennow et al. 2006, Hampel et al. 2010)
    Sepsi in varie specie (Niels et al. 2003)
    Ictus in varie specie (Horn et al. 2001, O’Collins et al. 2006, Sena et al. 2010)
    Ipertensione in varie specie (Stingl et al. 2009)
    Sistema cardiocircolatorio in topo ingegnerizzato (vedi articolo)
    Distrofia muscolare in Roditori (Bohm et al. 2009)

    Conclusioni
    Considerato che la ricerca che utilizza il modello animale CAM assorbe ingenti quantità di denaro e risorse umane e che tali risorse sono limitate, vi sono dei validi motivi per sottoporre la pratica ad un’urgente revisione.

    Note:
    1 – Secondo gli standard della Comunità Scientifica ogni metodologia acclamata quale predittiva (compresi i candidati metodi sostitutivi della s.a.) deve passare attraverso rigorosi studi di validazione. In particolare la metodologia in questione viene testata per sensibilità e specificità, valore predittivo positivo, valore predittivo negativo e riproducibilità (deve cioe’ fornire sempre gli stessi risultati in laboratori diversi, tempi diversi e condizioni al contorno diverse) (Worth e Balls 2002). Queste procedure vengono effettuate in 3-4 laboratori diversi, confrontando i risultati del metodo in esame con quelli già noti, per una serie di sostanze “campione”. Per maggiori informazioni ed approfondimenti sul concetto di sensibilità e specificità http://en.wikipedia.org/wiki/Sensitivity_and_specificity , mentre per approfondimenti sul concetto di predittività http://www.wikihow.com/Calculate-Sensitivity,-Specificity,-Positive-Predictive-Value,-and-Negative-Predictive-Value

    Riferimenti bibliografici
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    Bailey J., “An Assessment of the Role of Chimpanzees in AIDS Vaccine Research,”Alternatives to Laboratory Animals 36 (2008): 381-428.
    Balls, M. (2004) Are animal tests inherently valid? ATLA: Alternatives to Laboratory Animals, 32(Suppl. 1B), 755–758.
    Bennett M., Hart C. A. Feline immunodeficiency virus infection- a model for HIV and AIDS? Journal of Medical Microbiology 1995;42:233-236.
    Blennow, K., M. J. de Leon, and H. Zetterberg. 2006. Alzheimer’s disease. Lancet 368 (9533):387-403.
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    Coulston and Shubick, Human Epidemiology and Animal Laboratory Correlations in Chemical Carcinogenesis, Ablex Pub 1980, p. 263.
    Dije Ndreu, Keeping Bad Science out of the Courtroom: Why Post-Daubert Courts Are Correct inExcluding Opinions Based on Animal Studies From Birth-Defects Cases, 36 Golden Gate U. L. Rev.(2006)
    Grass GM, Sinko PJ. Physiologically-based pharmacokinetic simulation modelling. Adv Drug Deliv Rev. 2002 Mar 31;54(3):433–5.
    Hackam & Redelmeier. Translation of research evidence from animals to humans. [research letter]. JAMA 2006;296(14):1731-2.
    Hampel, Harald, Richard Frank, Karl Broich, Stefan J. Teipel, Russell G. Katz, John Hardy, Karl Herholz, Arun L. W. Bokde, Frank Jessen, Yvonne C. Hoessler, Wendy R. Sanhai, Henrik Zetterberg, Janet Woodcock, and Kaj Blennow. 2010. Biomarkers for Alzheimer’s disease: academic, industry and regulatory perspectives. Nat Rev Drug Discov 9 (7):560-574.
    Hartung, Thomas Toxicology for the twenty-first century Nature, Volume 460, Issue 7252, pp. 208-212 (2009).
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    • Dato che fai copia/incolla ti rispondo con le tue stesse citazioni, magari ti ci ritrovi anche tu: ciò che si chiama OPINIONE GENERALE è ,inizialmente, l’opinione di 2 o 3 persone,in un primo momento,che supposero,o presentarono o affermarono tali opinioni.Poi si fu cosi benevoli verso di loro da credere che le avessero davvero esaminate a fondo.Il pregiudizio che costoro fossero sufficientemente capaci indusse dapprima alcuni ad accettare anch’essi l’opinione,a questi cedettero a loro volta molti altri,ai quali la PIGRIZIA suggerì di credere subito piuttosto che farne faticosi controlli.Così crebbe,di giorno in giorno,il novero di tali pigri creduloni.Una volta che l’opinione ebbe dalla sua un buon numero di voci,quelli che vennero dopo l’attribuirono al fatto che essa aveva potuto guadagnare tanto solo per la fondatezza delle sue ragioni.I rimanenti,per non passare da teste irrequiete che si ribellano contro opinioni universalmente accettate,o per saputelli che vogliono essere più intelligenti,furono costretti ad accettare ciò che era stato da tutti considerato giusto.A questo punto il CONSENSO DIVENNE UN OBBLIGO.D’ora in poi,i pochi coraggiosi capaci di giudizio,sono costretti a tacere e a poter parlare è solo chi è incapace di giudizi propri ed è semplice eco di opinioni altrui e proprio costoro sono i difensori più zelanti e intolleranti di quelle opinioni.In colui che la pensa diversamente essi odiano,nonn tanto l’opinione diversa,quanto l’audacia di voler giudicare da sè,cosa che ess non provano mai a fare,e,in cuor loro,ne sono consapevoli.

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  5. ..puoi chiarirmi come posso fare a comunicare pacificamente?
    se si scrivono proprie riflessioni ,esperienze ed approfondimenti personali, non va bene perchè non ho il camice bianco (non hai tutti i torti:quei maledetti 8 esami che mi mancavano a veterinaria saranno il mio più grande rimpianto..).
    se si fanno citazioni di fonti scientifiche, comunque non ti vanno bene perchè non le trovi serie , pur essendo di laureati,scienziati,ricercatori,cattedratici,ecc..(infatti ho citato fonti,pagine e quant’altro)..
    Mentre attendo perplessa di sapere in base a che cosa pontifichi come “serio” o “non serio” il resto del mondo,faccio un piccolo inciso :
    la citazione che avevo fatto eche tu poi hai rincollato,si riferiva ad una Opinione generale,asetticamente e passivamente digerita e generalizzata,cosa che,come anche tu dimostri,in questo frangente è la S.A.

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  6. E io te l’ho rivoltata facendoti vedere che il tuo copia/incolla funziona proprio allo stesso modo.

    Il camice bianco non va bene lo stesso quando si esprimono opinioni, pareri personali ed esperienze personali e si pretende di farli diventare scienza: è il motivo per cui molti testi che mi hai elencato non hanno impatto scientifico. Inoltre (mi scuserai se non posso controllarli tutti uno ad uno) generalmente non ho trovato un solo articolo in cui si DIMOSTRI che qualsiasi altro esperimento sia migliore della sperimentazione animale. Nessuno che dimostri come si possa studiare il funzionamento di un organo fuori da un organismo vivo e come si riesca a recuperare un organo senza uccidere il suo “padrone”.
    In generale c’è scritto che la predittività del modello animale non è soddisfacente (grazie al piffero), senza però portare qualcosa di altrettanto o più soddisfacente. E qui sta gran parte del problema (oltre alla diffusione di castronerie, mezze notizie che tagliano dati così importanti che cambiano il significato di quello che scrivete ecc ecc). Vogliamo dire che la sperimentazione animale è inutile? Bene, diciamolo. Però poi dobbiamo trovargli una sostituta e qui cominciano le lacune profonde…

    Vuoi un modo per comunicare pacificamente? Portami uno studio o più studi seri che dimostrino senza ombra di dubbio che ci sono metodi migliori rispetto alla sperimentazione in vivo in tutti i settori della medicina, della farmacologia, della veterinaria, della biologia e via dicendo. Basta uno studio, purché sia serio.

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    • ti ho dato diverse fonti..ma capisco che la pigrizia mentale è tipica di tantissimi ambienti..
      questo perchè è più comodo conservare che rinnovare.
      x la mia pelle e quella delle persone a me care,non voglio miliardi di dati (derivanti da un errore metodologico) voglio SOLO cose scientifiche e sicure,anche se sono numericamente meno..
      te la faccio facile:non ci interessa avere migliaia di pezzettini di puzzle che non si incastrano (risultati animali non confrontabili neanche tra animali simili tra loro, tipo topo e ratto),ma meno tasselli che si incastrino dando lentamente il quadro giusto: la cura UMANA.
      Cmq anche i tuoi amici vivisettori lamentano la scarsità di materiale biologico umano quindi,un primo passetto vero,
      potrebbe essere una legge che ,anzichè prevedere lo spreco di tutti i materiali umani provenienti da operazioni,biopsie,ecc preveda l’utilizzo a fini sperimentali di ogni tessuto umano di scarto.
      Altra cosa utile sarebbe lasciare libertà a chi è affetto da una patologia tipicamente umana, come la Dr.ssa Penco (ricercatrice genovese) di prestarsi agli studi specifici.
      Poi sarebbe anche auspicabile finanziare con soldi pubblici,in parti uguali,ogni metodologia, in proporzione alla sua predittività umana (solo a parità di finanziamenti e ricerche,si potrebbe fare un vero confronto).
      Concordi almeno su questo o,per partito preso anche qui,qualsiasi cosa scrivo è da buttare?

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      • No mi hai copiato/incollato diverse fonti e capirai anche tu che pigro o non pigro leggerle tutte quante in mezza giornata (oltre che reperirle) non è proprio semplice. Quelle che ho letto non davano alcuna dimostrazione di metodi migliori.
        La storia dei numeri delle prove è un nonsenso, ogni singolo dato è importante se si vuole capire come funziona qualcosa che non conosciamo. Poi parlare di certezza è già qualcosa che ha poco a che fare con la scienza. E poi questa storia dei risultati animali non comparabili è un’altra fandonia che vi dimenticate di applicare alle colture cellulari e alle differenze perfino fra gli uomini.

        E poi no, i veri confronti si fanno a parità di risultati ottenuti, non di soldi spesi. Poi si finanzia prima non dopo la sperimentazione. E di nuovo, mostrami quale metodo alternativo mostra predittività migliori in ogni campo rispetto alla sperimentazione animale.

        Non è per partito preso, è che affermi cose che non dimostri, dai del pigro agli altri e non ti preoccupi di leggere anche la letteratura scientifica che ha prodotto risultati, ma solo quella critica. E quando lo fai neppure la leggi tutta/bene, perché fra gli studi che mi hai citato tu ce ne sono alcuni che non dicono assolutamente che esistano oggi metodi migliori della sperimentazione animale, bensì che questa può e deve essere migliorata (e la differenza è grossa). Quando mi hai dato dei numeri, come quello dell FDA americana, ti sei dimenticata di leggere tutto il report, dove c’è scritto che il 90% dei farmaci NON supera la fase pre-clinica, ovvero non supera la fase di sperimentazione animale e dunque salva gli uomini che avrebbero dovuto provare sulla propria pelle molte più sostanze sicuramente nocive di quante poi effettivamente hanno provato.
        E ancora, i tessuti vanno bene, ma non sostiuiscono un organismo funzionante, così come i malati che vogliono e possono sottoporsi alla sperimentazione in modo diretto sono e saranno sempre troppo pochi, e qui si è che questione di numeri. Ma voi non lo volete capire e vi divertite a dare agli altri dei pigri, quando non degli assassini.
        Sarebbe bello non dover usare animali e sono sicuro che un giorno accadrà, ma non oggi e non con queste conoscenze e i vostri presupposti antiscientifici.

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  7. Come è sacrosanto che tu possa liberamente dare i tuoi soldi ,e mettere la tua salute e le tue speranze in mano a camici bianchi che utilizzano ancora metodiche primitive,fuorvianti,pericolose,nate addirittura prima della scoperta del Dna, MA TUTTI QUELLI COME ME, CON CARI MALATI, vorrebbero essere liberi di darli a chi utilizza metodi più scientifici e predittivi possibili,magari facendo numericamente meno passettini ma tutti passettini nella direzione giusta,la direzione x l’essere umano ,affinchè la pillolina che scoprono e che sembra far tanto bene al coniglio non mi uccida!
    Però attualmente la legge non lo consente..
    Che ne dici di fare,su sponde diverse,la stessa battaglia per la democrazia?
    (..però toglici la curiosità: che titolo accademico hai x “sminuire” a priori e tout court tutti,tutti e dico tutti quelli con pareri diversi dai tuoi.. pareri di scienziati,accademici,professori,ricercatori citati in precedenza..)
    😉
    Essendo una curiosa “speleologa” del campo della comunicazione trovo finanche divertenti certe dispute di sofismo,dribbling,mescolamento di carte,salti a piè pari di domande,fonti,commenti,risultati,ecc,ma ciò che invece è preoccupante per tutti i malati (sia i miei parenti che parenti,genitori,amici,figli di chi ci legge) è l’assoluta mancanza di vicinanza/empatia/comprensione del paziente ….paziente umano che vuole la cura dalla sua malattia originaria (SLA,TURNER,FIBROSI CISTICA,DOWN,..solo UMANE),non aspira solo a salvarsi da una potenziale medicina sbagliata..nè tantomeno a curiosare se l’ornitorinco darà o no la nostra stessa risposta…Capisci la differenza?

    .Ma sto divagando..riporto il discorso “terra terra” nel tentativo di darti pochi agganci per ulteriori “contrattacchi sofistici”:
    Se diagnosticano il cancro a mio figlio, delle tue care “probabilità”, “statistica”, “referenze”, “letteratura”, “gare a chi pubblica di più”, “sacroconsigliodegliscienziatiche tipiacciono” e quant’altro vuoi ancora citare x sviare dalla questione , non me ne può fregare di meno…mi interessa che mi si prospetti una di queste cose:
    o la guarigione,
    o la diminuzione della gravità della sintomatologia e della sofferenza,
    o che nessuno,pasticciando su di me come prima ha fatto sui topi,diminuisca la mia breve aspettativa di vita..
    per non parlare poi del fatto che, tra le migliaia di molecole che nel topo non funzionavano, magari per mio figlio,che non squittisce, potevano funzionare!!!
    Se il risultato del fantasioso pasticciamento sugli animali (che NON hanno gran parte delle nostre leucemie,nè i nostri tumori spontanei, nè alcuna specie di metastasi, non sono Down, non hanno la Sindrome di Turner, ne la Sla,ecc..)è il 10,il 30,il 20, il 5 per cento è cmq meno predittivo del lancio di una moneta e io non metto la mia vita o quella di mio figlio nel lancio di una moneta o nella roulette russa i cui proiettili sono le 3 o 4 specie animali che vanno usate per legge ..
    la battaglia da fare, che condivido con gli “antivivisezionisti scientifico-umanofili” è per questa libertà,che,attualmente,NON ci è completamente concessa nonostante si parli della nostra salute e dei nostri soldi…
    Proviamo a dare lo stesso budget alla scienza NON pasticciata,e vediamo..

    Ergo:Non si deve sprecare più 1 euro in questo metodo medievale,cosi come non vorrei che si sprecassero per pratiche divinatorie,propiziatorie o altro..!!!
    Esperimenti su un coniglio NON DOWN,non servono a mio cugino Down, cosi come non gli servirebbe se qualche scienziato pazzo provasse qualche sua cura su di me,magari cambiandomi chirurgicamente il viso per farmici assomigliare…
    questa non è una battuta: è l’esempio semplificato,dei colossali errori metodologici talmente grossolani da sembrare barzellette.
    Mi dispiace per chi perderà “X” mila euro di progetto per pasticciare sull’ultimo tipo di oncomouse, o su Zebrafish o sul gatto fosforescente ma voglio che con i miei soldi, i miei figli abbiano speranza..umana..non conigliesca!!
    poi nel tempo libero e/o con i loro soldi, i vivisettori..possono sempre andare a dar fuoco alle formiche..
    la gente è stanca di milioni di euro,decenni di vivisezione di ogni tipo,fantasmagoriche trovate nel topo o nella scimmia e poi alla fine della fiera il malato si attacca al tram perchè quegli stupendi risultati erano solo nel topo…

    La Costituzione protegge la mia libertà di scelta, ma l’attuale legislazione no.
    Va cambiata..tu fatti curare dal vivisettore con le pasticchette che funzionano per il topo,
    io mi faccio curare dal medico,e siamo contenti tutti,ok?

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    • Scusami ma dici cose che non sono corrette:

      1. Dici “mettere la tua salute e le tue speranze in mano a camici bianchi che utilizzano ancora metodiche primitive,fuorvianti,pericolose,nate addirittura prima della scoperta del Dna, MA TUTTI QUELLI COME ME, CON CARI MALATI, vorrebbero essere liberi di darli a chi utilizza metodi più scientifici e predittivi possibili,magari facendo numericamente meno passettini ma tutti passettini nella direzione giusta,la direzione x l’essere umano ,affinchè la pillolina che scoprono e che sembra far tanto bene al coniglio non mi uccida!”. Chi è che lo fa, chi è che utilizza metodi migliori e più predittivi? Quali sono questi metodi che nessuno conosce? Stiamo tutti attendendo una risposta e c’è il prossimo Premio Nobel ad attendervi quando tirerete fuori questa scoperta.

      2.”Che ne dici di fare,su sponde diverse,la stessa battaglia per la democrazia?
      (..però toglici la curiosità: che titolo accademico hai x “sminuire” a priori e tout court tutti,tutti e dico tutti quelli con pareri diversi dai tuoi.. pareri di scienziati,accademici,professori,ricercatori citati in precedenza..)”. La storia della democrazia non l’ho capita. Non ho mai asserito di avere particolari competenze scientifiche dato che non le ho e non le millanto. Ma almeno provo a capire come funziona la scienza e quali procedimenti segue per essere tale invece che criticarla in modo aprioristico o solo perché non realizza quello che mi aspetto. Non è vero che ho sminuito tutti tutti e dico tutti i professoroni citati da te: il primo che ho letto ho detto che non conclude ciò che tu asserisci. Se vuoi continuo: citi Use of Animal Models Has Not Contributed to Development of Acute Stroke Therapies: http://stroke.ahajournals.org/content/36/10/2323.full.pdf+html. Bene, innanzitutto non è uno studio, ma un articolo composto da diversi autori pro e contro; in secondo luogo anche l’autore “contro” non dice assolutamente di essere contrario alla sperimentazione animale. Basta leggere ed evitare di voler portare per forza acqua al proprio mulino trasformando un pensiero o anche una legittima osservazione critica (di cui la scienza vive) in una sentenza a nostro favore. Soprattutto, bisogna evitare di fermarsi al titolo quando si leggono gli articoli, scientifici e non.

      3. “Essendo una curiosa “speleologa” del campo della comunicazione trovo finanche divertenti certe dispute di sofismo,dribbling,mescolamento di carte,salti a piè pari di domande,fonti,commenti,risultati,ecc,ma ciò che invece è preoccupante per tutti i malati (sia i miei parenti che parenti,genitori,amici,figli di chi ci legge) è l’assoluta mancanza di vicinanza/empatia/comprensione del paziente ….paziente umano che vuole la cura dalla sua malattia originaria (SLA,TURNER,FIBROSI CISTICA,DOWN,..solo UMANE),non aspira solo a salvarsi da una potenziale medicina sbagliata..nè tantomeno a curiosare se l’ornitorinco darà o no la nostra stessa risposta…Capisci la differenza?”
      Si, ma tu allora trovami abbastanza cavie “solo UMANE” sulle quali fare gli esperimenti e magari mi suggerisci anche il modo di farlo in modo legale e etico. Sempre tu ( e i tanti che la pensano come te) mi sai spiegare come mai, se fosse come dici, in presenza di una scienza barbara e medievale, c’è gente che passa la sua vita senza ottenere soldi e riconoscimenti a sperimentare e ricercare -barbaramente- cure per le malattie che ci colpiscono tutti in modo diretto o indiretto? Mi sai spiegare perché questa gente cattiva sceglie metodi di sperimentazione che fanno si che un farmaco entri in commercio dopo tanti anni? Mi sai spiegare perché grazie a queste gente oggi viviamo di più rispetto a qualche decennio fa? Mi sai spiegare perché molte malattie che per secoli hanno devastato l’umanità sono oggi quasi scomparse (se non del tutto scomparse)? Mi sai spiegare, infine, da dove arrivano tutte le conoscenze che abbiamo oggi? Mi sai spiegare, infine, come si deve sperimentare in modo “moderno” ed ottenere almeno gli stessi risultati di oggi? Ditecelo una buona volta…diteci fate gli esperimenti nei modi x, y e z e vedrete senza dubbio che questi modi sono più predittivi e più etici.

      4. ” poi nel tempo libero e/o con i loro soldi, i vivisettori..possono sempre andare a dar fuoco alle formiche..” che sono gli stessi che hanno inventato tanti farmaci e curato tante malattie che oggi curi con due pastiglie. Gli stessi che hanno permesso al vaiolo di scomparire e alla poliomielite di essere quasi al capolinea, con tanti saluti di intere generazioni di bambini e poi adulti che non sono più costrette a sopravvivere semi paralizzati o dentro i polmoni d’acciaio. Gli stessi che ti permettono di utilizzare antibiotici quando hai qualche infezione o una semplice aspirina quando hai il mal di testa. Gli stessi che stanno riuscendo a far riprendere la mobilità alle persone semiparalizzate. E dai…

      5. “Va cambiata..tu fatti curare dal vivisettore con le pasticchette che funzionano per il topo,
      io mi faccio curare dal medico,e siamo contenti tutti,ok?” Lo stesso medico che ti da farmaci inventati e sperimentati dai vivisettori (che è un modo furbesco e maliziosamente negativo di chiamare la sperimentazione animale)? Lo stesso medico che sa tante anche grazie agli studi sugli animali? Se si sono contento, perché ci curiamo allo stesso modo :D. Se no fai una cosa: non curarti mai più, non prendere mai più per nessuna cosa al mondo una medicina, mai. Saresti coerente, magari non in salute, ma coerente.

      Quando arriverai a chiedermi a cosa serve mandare un robot su Marte quando qui c’è la crisi economica, ci sono i tumori, c’è l’AIDS (sempre che tu ci creda) o ci sono i vivisettori?

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      • Mi dispiace per le tue difese emozionali ,giuro che mi piacerebbe preservare la tua bucolica realtà.
        Ti giuro, essendo in una famiglia dove c’è un’altissima incidenza di cancro , che vorrei darti ragione con tutte le mie forze, vorrei che gli animali fossero dei validi modelli per noi ma sia la medicina umana che quella veterinaria (che ho frequentato) indicano chiaramente,come peraltro è logico anche per chi non ha basi scientifiche, che l’unico modello per un uomo è NECESSARIAMENTE un uomo (anzi,un uomo con la stessa malattia)..cosi come l’unico modello per un cane è un cane..addirittura per le zoonosi!

        1960 Dr. K. Starr direttore commissione ricerca sul cancro,Australia,”e’ impossibile applicare alla specie umana informazioni sperimentali ottenute PROVOCANDO il cancro nell’animale”
        1964 Sir. G. Pickering,fisiologo dell’Università di Oxford:” si pretenderebbe di applicare agli ammalati alcune verità scoperte nel corso di esperimenti con animali, poichè sono un fisiologo mi sento autorizzato a giudicare in merito: e’ una pura STUPIDAGGINE”
        1980 prof K. Fickentscher,Istituto di Farmacologia dell’Università di Bonn:”le prove su animali non solo NON contribuiscono alla sicurezza dei farmaci ma conseguono addirittura il risultato opposto”.

        Ed ecco, quello che ai miei umili ma critici occhi, riassume meglio la questione:

        Dr.W. Hartinger (Germania)” .. da molti decenni,in tutto il mondo,i ricercatori stanno indagando,in concorrenza tra loro,in modo incoordinato e incontrollato,spendendo somme incredibili e martoriando ecatombi di animali,le “cause”del cancro nell’uomo.Trovo una certa difficoltà nell’usare,per questa attività, il verbo “ricercare”dato che la vera ricerca dovrebbe essere priva di idee preconcette,pragmatica,approfondita in tutti i suoi aspetti.il risultato di questo immane impegno economico e di questo sacrificio di animali è che noi non sappiamo ancora QUASI NULLA sulle cause dei tumori maligni i quali,si trovano tra il 3 e 4 posto tra le cause di morte e tantomeno siamo stati capaci di trovare una terapia specifica ed efficace.Però continuiamo esattamente come 50 anni fa.Certo SIAMO IN GRADO DI PROVOCARE CANCRI NEGLI ANIMALI MEDIANTE STIMOLI FISICI E CHIMICI O MEDIANTE INNESTI DI TESSUTO CANCEROSI,MA QUESTI CANCRI NON SONO PARAGONABILI CON QUELLI CHE NASCONO SPONTANEAMENTE NELL’UOMO: ACCANTO AD ALTRE IMPORTANTI DIVERSITà BIOCHIMICHE E MORFOLOCGICHE ESSI NON PRODUCONO METASTASI CIOè PROPRIO QUELL’EVENTO CHE NELL’UOMO è LA CAUSA PRINCIPALE DEL DECORSO MORTALE DELLA MALATTIA,UN EVENTO CHE NON PUò ESSERE PROVOCATO NEMMENO NELLE SCIMMIE,ANIMALI A NOI PIù VICINI NELLA SCALA ZOOLOGICA”…
        L’INTERPRETAZIONE,ESSENDO COSTRUITA SU OSSERVAZIONI IMPERFETTE,RISULTA A SUA VOLTA IMPERFETTA”.

        Scusate le maiuscole ma proprio il campo oncologico è quello che mi smuove di più ,avendo in famiglia un alta casistica..

        Ho messo un piccolissimo campione di menti insigni (non la mia,ci mancherebbe)Inseriti in diverse branche del mondo scientifico ed accademico..onesti e coraggiosi quanto basta per denunciare oggettivamente la comoda fallacia delle comode e radicate usanze,tramandate acriticamente di corso in corso….(nonchè perfetto marketing e modus operandi delle AZIENDE farmaceutiche)

        ma,non servono le parole dei Nobel, da quel che mi ricordo dall’esame di parassitologia basta essere animali agli ultimi gradini della scala evolutiva per capirlo: metazoi parassiti ci insegnano che un animale non vale l’altro,visto che la maggior parte di loro è specie-specifico, ed addirittura alcuni parassiti,scelgono specie ben diverse per diverse fasi del loro sviluppo..

        nel 2012, ostinandosi nell’utilizzo dell’erronea inutile S.A., ancora non si capisce quello che è noto da secoli addirittura ai metazoi..
        non so se ridere o piangere..

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  8. Le mie sono difese emozionali?? Questa è bella.

    Quando dici che il modo migliore per cercare le cure alla malattie umane è sperimentare sull’uomo dici il giusto. Peccato che sia praticamente impossibile:
    a) non siamo così tanti da poter subire tante sperimentazioni
    b) viviamo troppo a lungo e ci riproduciamo abbastanza lentamente (non potremmo osservare gli effetti nelle generazioni future).
    c) abbiamo, giustamente, un’etica e una morale che ci impediscono di usare gli uomini come cavie primarie.

    Per tutti questi (e altri) motivi, sperimentare direttamente e solamente sull’uomo non è possibile. Quando citi Pickering dimentichi di scrivere da dove parte quella sua affermazione, cioè da questo assunto: “I have often heard it said that the scientific basis of medicine is applied physiology, and of therapeutics applied pharmacology”. Nel contesto dell’articolo da cui estrapoli la frase (grazie per non aver citato la fonte: http://www.bmj.com/highwire/filestream/313626/field_highwire_article_pdf/0) quella frase ha senso perché cerca di combattere l’idea che la medicina sia una scienza applicata (dove non si osserva e non si sperimenta) e non essa stessa una scienza.

    Su K. Fickentscher non ho trovato alcuna fonte diretta ma solo rimandi e citazioni della citazione, tutte dalle parti dei siti anti sperimentazione animale. Su PubMed questo ricercatore non esiste, stessa cosa per l’insigne Hartinger (Germania), citato nuovamente senza indicare la fonte originale.

    Che poi sul tumore siamo agli stessi livelli di 50 anni fa è una palese falsità, i passi avanti ci sono stati eccome e non riconoscerli è voler tenersi il prosciutto sugli occhi. Sulle metastasi, sui meccanismo di replicazione e di conservazione e resistenza alle cure di alcuni tumori i ricercatori stanno proprio in questo periodo riuscendo a capirne molto di più.
    Alcuni dati si possono trovare qui:

    http://www.iss.it/pres/prim/cont.php?id=958&tipo=6&lang=1

    http://www.eurocare.it/ (in inglese)

    Studi su come migliorare la chemio:

    http://www.sciencedaily.com/releases/2012/08/120814100219.htm?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+sciencedaily+%28ScienceDaily%3A+Latest+Science+News%29

    Dire che siamo fermi da oltre 50 anni è dire il falso.

    E ritorno a bomba: se tutto quello che abbiamo e facciamo oggi non va bene quali sono le soluzione alternative, voglio l’elenco e le prove. Anzi le vogliamo tutti quanti e non vediamo l’ora di vederle, sarebbe un grande passo avanti.

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  9. VEDI CHE HAI LE STESSE CREDENZE BUCOLICHE CHE AVEVO ANCHE IO E A CUI VORREI POTERMI ATTACCARE ANCHE IO (X NON FARE LA FINE DEI MIEI PARENTI?)..
    Quando dici che il modo migliore per cercare le cure alla malattie umane è sperimentare sull’uomo dici il giusto. Peccato che sia praticamente impossibile:
    IL FATTO CHE NESSUNO NE PARLI IN TV NON SIGNIFICA CHE NON ESISTA:ANZI,E’ LA NORMALITà :IN QUALSIASI MOTORE DI RICERCA DGT “Investigator Brochure Versione 1”: SU CHI SI FANNO? QUANDO?DOVE?DOPO CHE COSA?

    a) non siamo così tanti da poter subire tante sperimentazioni,b) viviamo troppo a lungo e ci riproduciamo abbastanza lentamente (non potremmo osservare gli effetti nelle generazioni future).
    HAI IDEA DI QUANTO MATERIALE UMANO (BIOPSIE, AMPUTAZIONI,PRELIEVI,ABORTI,MATERIALE FETALE ,CORDONI OMBELICALI,ASPORTAZIONE DI CARCINOMI,ECC ECC)VENGA BUTTATO?LO SAI CHE LA MAGGIOR PARTE DI COLTURE TISSUTALI E CELLULARI AVVENGONO SU TESSUTI E CELLULE ANIMALI ANZICHè UMANE QUELLE UMANE VENGONO BUTTATE/SPRECATE COME RIFIUTO SPECIALE SOLO PERCHè NON C’è LA LEGGE CHE VIETI QUESTO SPRECO! (come non c’è una legge che vieti di buttare ciò che può essere reciclato!)

    c) abbiamo, giustamente, un’etica e una morale che ci impediscono di usare gli uomini come cavie primarie.
    LA S.A FA PROPRIO QUESTO: LE CAVIE UMANE SONO I PRIMI PAZIENTI CHE SI AFFACCIANO SUL BARATRO DEL SALTO DI SPECIE:NEL TOPO X HA FATTO QUESTO,NEL CONIGLIO X HA PRODOTTO QUEST’ALTRO E NEL PRIMO PAZIENTE?SORPRESAAAA…(QUANTI FARMACI VENGONO POI RITIRATI?)
    Per tutti questi (e altri) motivi, sperimentare direttamente e solamente sull’uomo non è possibile. Quando citi Pickering dimentichi di scrivere da dove parte quella sua affermazione, cioè da questo assunto: “I have often heard it said that the scientific basis of medicine is applied physiology, and of therapeutics applied pharmacology”. Nel contesto dell’articolo da cui estrapoli la frase (grazie per non aver citato la fonte: http://www.bmj.com/highwire/filestream/313626/field_highwire_article_pdf/0) quella frase ha senso perché cerca di combattere l’idea che la medicina sia una scienza applicata (dove non si osserva e non si sperimenta) e non essa stessa una scienza…
    INFATTI, POTRESTI APPROFONDIRE COSA SIA L’EPIDEMIOLOGIA, CHE FONDAMENTALE IMPORTANZA ABBIA..E..QUANTI POCHI STRUMENTI ABBIA A DISPOSIZIONE..(PERALTRO PROPRIO SU QUESTI DATI PARTONO NUMEROSI PROCEDIMENTI PENALI..(ILVA,AMIANTO,ECC)

    Su K. Fickentscher non ho trovato alcuna fonte diretta ma solo rimandi e citazioni della citazione, tutte dalle parti dei siti anti sperimentazione animale.

    QUINDI NON è ESISTITO?O ESISTONO ANCHE LE BIBLIOTECHE (DOVE CI SONO LIBRI DI CARTA)
    Kurt Fickentsche: Diagnosen.marzo 1980.ok?
    Su PubMed questo ricercatore non esiste, stessa cosa per l’insigne Hartinger (Germania), citato nuovamente senza indicare la fonte originale.
    medico chirurgo Werner Hartinger, Waldshut -Tiengen
    SU PUBMED ESISTE FLEMING? 😉

    Che poi sul tumore siamo agli stessi livelli di 50 anni fa è una palese falsità, i passi avanti ci sono stati eccome e non riconoscerli è voler tenersi il prosciutto sugli occhi. Sulle metastasi, sui meccanismo di replicazione e di conservazione e resistenza alle cure di alcuni tumori i ricercatori stanno proprio in questo periodo riuscendo a capirne molto di più.
    BRAVO,SAI COME SONO STATE SCOPERTE LE METASTASI?(CHE NEGLI ANIMALI NON SI RIESCONO A RIPRODURRE PRATICAMENTE MAI)?DALL’OSSERVAZIONE IN VITRO!!
    E ritorno a bomba: se tutto quello che abbiamo e facciamo oggi non va bene quali sono le soluzione alternative,
    OLTRE A TUTTE QUELLE CHE TROVI IN RETE BISOGNEREBBE:
    – UTILIZZARE PER LEGGE TUTTO IL MATERIALE UMANO
    – STUDIARE GLI INDIVIDUI MALATI (ESAMI,RISONANZE,PRELIEVI,TAC,BIOPSIE) E, DATO CHE QUESTE RICERCHE SERVIREBBERO PER I MALATI UMANI,PRESENTI E FUTURI, QUESTI ESAMI DIAGNOSTICI DOVREBBERO ESSERE GRATUITI PER I MALATI che vi si sottopongono per studiare la malattia (spontanea) sulla specie d’elezione (uomo)
    – STUDI EPIDEMIOLOGICI A TAPPETO
    – BANCHE DATI UNIVERSALI,TRASPARENTI ED ACCESSIBILI (non segretissime come auspicano le multinazionali)

    ..Se le mie parole,anzichè di una persona preoccupata per il proprio futuro e quello dei suoi cari,ti sembrano parole di un animalista o di una persona col prosciutto davanti agli occhi, zittiscimi dicendomi quante cure,dopo secoli di miliardi di ricerche su animali ,esistono attualmente per il cancro (umano),per le malattie geniche (umane),per la Sla (umana),x la Sindrome di Down (umana)ecc .

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    • Non ci siamo, tu parli di osservazione, che già si fa. Ma sperimentare vuol dire altro, vuol dire provare composti chimici sulla pelle di persone che fanno da cavie primarie, non finali. Lo so benissimo, e l’ho sempre detto, che la cavia finale è l’uomo, ma ciò di cui non vuoi renderti conto è che la sperimentazione animale evita che l’uomo provi sulla propria pelle un’infinità di sostanze che a posteriori si sono rilevate sicuramente nocive. Pensa a quante cavie umane ci vorrebbero per provare tutto e fin dall’inizio sull’uomo. Tutto il materiale di cui parli spesso è inutilizzabile e non basterebbe comunque, inoltre mancherebbe sempre la prova su un organismo.
      La fai troppo semplice e purtroppo non è così semplice. Pensi che i ricercatori non abbiano famiglia? Pensi che non abbiano figli, mogli, mariti, zii o nonni che vorrebbero curare?
      E non mi hai ancora risposto sulle cavie umane: chi dovrebbe diventare cavia? Perché nel sistema che tu indichi non ci sarebbe spazio per il consenso, in quanto sarebbe talmente alto il numero di cavie da utilizzare che “per legge” i malati dovrebbero sottoporsi a cure, terapie, sperimentazioni di vario genere senza fiatare.

      Sugli autori che mi hai citato. Lo so benissimo che esistono le biblioteche e che non tutto è su internet, ma il mio lavoro non è andare in biblioteca e fare ricerche random su autori dei quali non mi indichi i riferimenti bibliografici. Inoltre pubmed è una vasta raccolta di articoli e riferimenti bibliografici in campo scientifico che indicizza le più importanti riviste scientifiche di ogni settore. Non esserci potrebbe non voler dire nulla ovviamente, ma è già un indicazione di quanto poco si sia fatto nell’ambito della ricerca in campo internazionale.

      L’epidemiologia che c’entra adesso? Non vorrai dirmi che varrebbe per sostituire qualsiasi altro metodo!

      Dicendomi che le metastasi sono state osservate dall’osservazione in vitro (non lo so, verificherò ma per ora la prendo per buona) mi stai confermando che già da tempo la scienza utilizza metodi diversi rispetto alla sperimentazione animale. Eppure c’è bisogno di osservare queste metastasi in un organismo e questo non si può fare né in vitro né in silico. Ecco perché si modificano geneticamente le cavie in modo che assomiglino sempre più a noi per gli scopi sperimentali.

      Sul resto, è tutto problematico. Sappi, se già non lo sai, che sulla pubblicità delle banche dati e degli studi già la scienza e i ricercatori si stanno interrogando e stanno già agendo in proposito. Ma ci sono molte questioni di protezione e di finanziamenti da risolvere, dato che per alcune banche dati entra in gioco la privacy e dato che le multinazionali sono quelle che ci mettono i soldi e ricerca senza soldi non se ne fa…

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      • ” tu parli di osservazione, che già si fa.”
        6 SICURO?A QUALE TI RIFERISCI?COME E COSA SI OSSERVA?CHI FINANZIA COSA?E LE OSSERVAZIONI VENGONO MESSE IN UNA BANCA DATI UNIVERSALMENTE ACCESSIBILI O VENGONO SECRETATE X LE LEGGI DI MERCATO?

        Ma sperimentare vuol dire altro, vuol dire provare composti chimici sulla pelle di persone che fanno da cavie primarie, non finali. Lo so benissimo, e l’ho sempre detto, che la cavia finale è l’uomo, ma ciò di cui non vuoi renderti conto è che la sperimentazione animale evita che l’uomo provi sulla propria pelle un’infinità di sostanze che a posteriori si sono rilevate sicuramente nocive.
        VEDI CHE CI SIAMO?LA PAROLINA MAGICA E’ “A POSTERIORI”..CIOè PRIMA SO CHE LA MOLECOLA “x” NEL TOPO FA QUESTO,NEL GATTO QUEST’ALTRO, NELLA SCIMMIA QUEST’ALTRO ANCORA,QUINDI NON SO NULLA DI DISCRIMINANTE PER DIRE:”AVANTI CON L’ESPERIMENTO” O “STOP”..QUINDI SI CONTINUA E SAPRò SE ALL’UOMO FA MALE COME AL TOPO O FA BENE COME AL GATTO SOLO QUANDO L’UOMO LA PROVA.
        LA S.A. SERVE PROPRIO A QUESTO:FA ARRIVARE AL TEST “UMANO” PRATICAMENTE TUTTO…QUESTO “PRATICAMENTE TUTTO” INVECE NON PASSEREBBE O MEGLIO, VERREBBE “SETACCIATO SCIENTIFICAMENTE” SOLO PASSANDO ATTRAVERSO GLI STUDI IN VITRO E IN SIMULATORI(A PATTO CHE I TESSUTI,E LE CELLULE UTILIZZATE PER LE COLTURE SIANO UMANE..ALTRIMENTI SIAMO DA CAPO).

        Pensa a quante cavie umane ci vorrebbero per provare tutto e fin dall’inizio sull’uomo. Tutto il materiale di cui parli spesso è inutilizzabile e non basterebbe comunque, inoltre mancherebbe sempre la prova su un organismo.
        HAI IDEA DI QUANTO MATERIALE UMANO VIENE BUTTATO IN OGNI OSPEDALE?(OVVIAMENTE NON PARLAVO DI INDIVIDUI MA DI MATERIALE )
        La fai troppo semplice e purtroppo non è così semplice.
        NON è SEMPLICE SOLO PERCHè NON CI SONO LE LEGGI “ANTI-SPRECHI-SCIENTIFICI”
        Pensi che i ricercatori non abbiano famiglia?
        CERTO..DEVONO SBARCARE IL LUNARIO..E’SARà MEGLIO TANTE PUBBLICAZIONI E TANTI PROGETTI FINANZIATI (SU ANIMALI) O POCHI (MA ATTENDIBILI)?

        E non mi hai ancora risposto sulle cavie umane: chi dovrebbe diventare cavia? Perché nel sistema che tu indichi non ci sarebbe spazio per il consenso, in quanto sarebbe talmente alto il numero di cavie da utilizzare che “per legge” i malati dovrebbero sottoporsi a cure, terapie, sperimentazioni di vario genere senza fiatare.
        CI SONO GIà!!,E’ TUTTO GIà NORMATO MA NON SE NE PARLA. ..CERCA SU INTERNET, “I.B”. “CONSENSO INFORMATO” ECC…E SAI QUAL’è LA CILIEGINA? LA PARTE RELATIVA ALLE ASSICURAZIONI: SECONDO TE VIENE RISARCITA LA FAMIGLIA DELLA CAVIA UMANA O QUALCUN ALTRO? LEGGI DA SOLO PERCHè NON LE VEDRAI MAI IN TV O SUI QUOTIDIANI QUESTE COSE!

        L’epidemiologia che c’entra adesso? Non vorrai dirmi che varrebbe per sostituire qualsiasi altro metodo!
        E’ UN RAMO MEDICO CONOSCITIVO UTILISSIMO MA POCO SOVVENZIONATO..E PENSARE CHE PROPRIO QUESTO DA GLI INDIZI DI COSA E’ NOCIVO ALL’ESSERE UMANO SU VASTA SCALA..

        Dicendomi che le metastasi sono state osservate dall’osservazione in vitro (non lo so, verificherò ma per ora la prendo per buona) mi stai confermando che già da tempo la scienza utilizza metodi diversi rispetto alla sperimentazione animale.
        CERTO, DA SECOLI CI SONO RICERCATORI CHE VEDONO LA FALLACITà DEL METODO VIVISEZIONISTA E CHE QUINDI SE NE DISCOSTANO IMPEGNANDO IL LORO INGEGNO IN ALTRO.EPPURE LE LEGGI E I FINAZIAMENTI A CHI DANNO MAGGIORI OPPORTUNITA’?CHI FA LE LEGGI? SPINTI SPESSO DA CHI?QUALE POLITICO SAREBBE COSI CORAGGIOSO DA ANDARE CONTRO CHI GUADAGNA (E PAGA)AFFINCHè NON CI SIA IL “SETACCIO” DI CUI PARLAVO PRIMA? HAI VISTO IL PUTIFERIO SOLO PER CIò CHE CONCERNE LA LIBERALIZZAZIONE DEL N DI FARMACIE E X CIò CHE RIGUARDA I GENERICI?IMMAGINA INGRANDITO ALL’ENNESIMA POTENZA..

        Eppure c’è bisogno di osservare queste metastasi in un organismo e questo non si può fare né in vitro né in silico. Ecco perché si modificano geneticamente le cavie in modo che assomiglino sempre più a noi per gli scopi sperimentali.
        ANCHE GENETICAMENTE MODIFICATE NON LA DANNO..
        GLI ANIMALI OGM NON SONO PIù NEANCHE MODELLI PER LA PROPRIA SPECIE,NEANCHE PERLA VETERINARIA..FIGURATI PER NOI..
        NEANCHE SE MANIPOLANO ME POSSONO FARMI DIVENTARE COME MIO CUGINO DOWN..

        Sul resto, è tutto problematico.
        IN CHE SENSO?

        Sappi, se già non lo sai, che sulla pubblicità delle banche dati e degli studi già la scienza e i ricercatori si stanno interrogando e stanno già agendo in proposito. Ma ci sono molte questioni di protezione e di finanziamenti da risolvere, dato che per alcune banche dati entra in gioco la privacy e dato che le multinazionali sono quelle che ci mettono i soldi e ricerca senza soldi non se ne fa…
        BRAVISSIMO,FINALMENTE PARLIAMO LA STESSA LINGUA..
        CHI DECIDE?E SOPRATTUTTO,SI DECIDE IN BASE ALLA VISIONE DELLA SALUTE COME MERCE O COME DIRITTO UNIVERSALE?

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  10. PubMed è pieno di studi osservazionali sui pazienti. Proprio un ricercatore citato da te, Pickering, ne ha pubblicati un bel po. E non c’è nulla di segretato, semmai il problema è che si paga l’accesso per la lettura degli studi, e qui mi riallaccio al problema di averi dati disponibili per tutti: si sta studiando questa soluzione per evitare che, non le multinazionali, ma i grandi editori siano in grado di bloccare la libera diffusione della scienza. E guarda caso questo movimento per la scienza “open source” viene proprio dai ricercatori, compresi quelli cattivi che effettuano la S.A..

    Quando dici che CERTO, DA SECOLI CI SONO RICERCATORI CHE VEDONO LA FALLACITà DEL METODO VIVISEZIONISTA E CHE QUINDI SE NE DISCOSTANO IMPEGNANDO IL LORO INGEGNO IN ALTRO.EPPURE LE LEGGI E I FINAZIAMENTI A CHI DANNO MAGGIORI OPPORTUNITA’?CHI FA LE LEGGI? SPINTI SPESSO DA CHI?QUALE POLITICO SAREBBE COSI CORAGGIOSO DA ANDARE CONTRO CHI GUADAGNA (E PAGA)AFFINCHè NON CI SIA IL “SETACCIO” DI CUI PARLAVO PRIMA? HAI VISTO IL PUTIFERIO SOLO PER CIò CHE CONCERNE LA LIBERALIZZAZIONE DEL N DI FARMACIE E X CIò CHE RIGUARDA I GENERICI?IMMAGINA INGRANDITO ALL’ENNESIMA POTENZA, secondo me sei proprio fuori strada. La farmacologia odierna non esiste da secoli. Inoltre le leggi e i finanziamenti non vanno mescolati. La legge richiede dei parametri di sicurezza che solo la S.A. può dare. Tu parli tanto di test in vitro, ma dimentichi che tutte le sostanze prima di passare per la S.A. passano prima proprio i test in vitro. Purtroppo questi ultimi non sono risolutivi (anche se aiutano) e lasciano ancora margini di sicurezza inferiori (tranne in alcuni casi se non sbaglio).

    I finanziamenti sono investimenti. Nel mondo avanzato la maggiorparte di essi proviene dal settore privato che -ovviamente- vuole un ritorno economico. Ma pensare che la S.A. è perpetrata per favorire le grandi multinazionali è una fesseria: la S.A. costituisce una buona parte delle uscite di denaro in fase sperimentale. Ovvero costa un sacco di soldi e io voglio ancora conoscere imprenditori/finanziatori che vorrebbero spendere di più quando ci sono alternative migliori e molto, molto meno costose.

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