Ma che male fanno?

Una persona piuttosto legata al mondo scientifico (fa il giornalista scientifico) mi ha chiesto – a proposito di ciò che faccio ora nella vita, collaborare col CICAP- che male possono fare le persone che non solo credono nel paranormale ma che addirittura affermano di avere poteri speciali. Ovvero: che male fanno le credenze irrazionali? Ha aggiunto anche che quel che fa il CICAP è un po’ una sorta di “estremismo”, fondato sul presupposto che l’unico modo per conoscere e capire le cose sia proprio il metodo scientifico.

Provo a rispondere qui.

Razionalità. Innanzitutto, il CICAP si basa su un concetto piuttosto semplice: un fenomeno paranormale è, per sua natura, al di là della normalità e dunque non spiegabile con la conoscenza che abbiamo al momento. Ma se un evento, supposto paranormale risulta invece spiegabile con le nostre normali conoscenze scientifiche, tale evento riduce fortemente la sua possibilità di essere -appunto- “inspiegabile”. Per esempio, se un prestigiatore riuscisse a rifare ogni prodigio compiuto da un supposto sensitivo, è evidente che quei prodigi non hanno nulla di paranormale, dunque inspiegabile. Ancora, se un supposto miracolo, per sua natura al di là delle nostre possibilità, risulta -ad un attento esame- spiegabile con le nostre conoscenze scientifiche, quel miracolo perderebbe la sua essenza e ritornerebbe fra gli eventi più o meno comuni ma sempre possibili nel mondo della normalità.

Questo fa il CICAP, provare a vedere se eventi inspiegabili non siano -al contrario- spiegabili.

Il problema è che spiegare dei fatti richiede uno sforzo particolare, quello di non accontentarsi, cioè quello di non cercare scorciatoie: spiegare una guarigione improvvisa da una malattia bruttissima con la parola miracolo è molto, molto più semplice che spiegare lo stesso evento tramite un’analisi approfondita dei fatti e dei dati che si hanno a disposizione.

Anche in ciò consiste il pensiero razionale: non abbandonarsi all’apparenza ma andare a fondo, perché è solo in questo modo che l’uomo ha ottenuto risultati che prima erano confinati nel mondo della fantasia più pura. La razionalità della scienza ha spiegato e realizzato quello che il pensiero irrazionale confinava nell’immaginario umano o in quello di entità superiori. I medici di oggi curano malattie che gli stregoni di ieri non curavano. Chi curerebbe l’influenza con una pozione magica di coda di rospo e ali di pipistrello? La scienza ci ha fatti andare sulla luna, scoprire e decifrare la materia di cui siamo composti, esplorare lo spazio, farci comunicare a distanza (gli smartphone sono l'”incarnazione” della telepatia), debellare malattie, farci vivere più a lungo.

La razionalità scientifica ha dimostrato che se c’è un’entità superiore, quella risiede nel cervello di ciascuno di noi, ma non ha niente di paranormale. E’, banalmente, la nostra normale realtà.

Che male può fare? Credere in qualcosa, ovviamente, di per se non fa male a nessuno. Credere nell’oroscopo, a prima vista, non è pericoloso. Ma se pensiamo che le stelle non hanno alcuna influenza nella nostra realtà quotidiana, davvero vivere condizionati da una credenza infondata non porta con se un pericolo (per quanto minimo).

Prendere una pasticca composta di acqua e zucchero non ha nessun effetto collaterale diretto. Da questo punto di vista sono potenzialmente più nocivi farmaci in commercio. Che dire però quando un bambino di 4 anni muore di influenza perché suo padre l’ha curato con quelle pillole di acqua e zucchero? O che dire di malati di cancro curati inutilmente sempre allo stesso modo, quando invece potevano essere salvati dalla medicina ufficiale?

Se osserviamo un bravo prestigiatore all’opera, vediamo che fa cose fantastiche che non riusciamo a spiegarci. Ha più poteri di un comune essere umano? No, perché dichiaratamente i suoi prodigi sono conseguenze di trucchi, bellissimi e fantasiosi, ma pienamente normali e umani.

Se quel prestigiatore si presentasse però come un sensitivo dotato di particolari poteri paranormali, magari in grado di influenzare anche la nostra vita e noi fossimo propensi a crederci, dubiteremmo di lui? Non saremmo disposti a dargli magari 50 euro per curarci con quel suo fluido energetico speciale? E non saremmo pronti a consigliare una seduta paranormale anche a qualche nostro amico che soffre di una qualche terribile malattia?

L’inganno verso chi crede nella genuinità di certi fenomeni o di certe cure più efficaci di qualsiasi altra cosa, che di paranormale hanno spesso solo l’astuzia di chi li mette in essere (dai guaritori filippini, ai cartomanti, passando per le multinazionali dell’omeopatia) non è un “male” sufficiente per decidere di combattere l’irrazionalità?

Il CICAP. Ecco, il CICAP esiste affinché ciarlatani e truffatori non approfittino della creduloneria delle persone. Il CICAP prova, a fatica, a far sentire la voce della scienza nei media, molto più propensi a far sentire le campane dell’incredibile, dei rimedi e dei luoghi miracolosi.

Per farlo usa il supporto del metodo scientifico…e dei prestigiatori. Ovvero cerca di far vedere come molti fenomeni che ad alcuni appaiono incredibili e inspiegabili siano in realtà dei trucchi quando non degli eventi normalissimi spiegabili con le conoscenze che la scienza ci ha portato.

Lo scopo è quello di sensibilizzare le persone, mettergli in testa il tarlo della scienza, insinuare la razionalità.

Civiltà e cultura. Un lavoro simile è un lavoro di civiltà e cultura. Nel mondo odierno, figlio del progresso scientifico e razionale, troppi ancora si abbandonano all’irrazionalità, alla via breve che giustifica gli eventi ma non li spiega e non li dimostra, spegnendo così la curiosità.

Essere curiosi, andare a fondo nelle questioni, cercare di capire come funzionano le cose, sono i primi passi per non farsi ingannare, né dagli altri né da se stessi (i nostri sensi sono ottimi per sopravvivere ma non ci danno conto di tutto ciò che ci circonda: ad esempio non possiamo vedere i batteri o sentire gli ultrasuoni).

La scienza, col suo metodo, ci ha aperto le porte verso mondi prima sconosciuti e perfino al di là della nostra immaginazione. E’ imperfetta per definizione, ma fra tutti  i modi di produrre sapere è quella che ci ha permesso, meglio di ogni altro, di osservare/capire in profondità il mondo che ci circonda, apprezzandolo per ciò che è.

Come dice Richard Dawkins, la scienza è la poesia della realtà.

L’irrazionalità dilagante e le pseudoscienze oscurano quella poesia, ci distaccano dalla realtà, ci rendono più ignoranti e meno curiosi. Davvero non fanno niente di male?

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