I DRM sulla conoscenza

Siamo alle solite, la AIE (associazione italiana editori) si lamenta della pirateria on-line che potrebbe colpire l’emergente mercato degli e-book, i libri in formato digitale leggibili con appositi dispositivi (gli ereader -che hanno un sistema che simula nello schermo la visibilità tipica della carta tramite la tecnologia e-ink– o i più comuni tablet che hanno il vantaggio di essere multimediali e a colori ma hanno lo svantaggio pesante di affaticare la vista grazie allo schermo lcd retroilluminato) e di larga diffusione negli USA grazie al mega negozio Amazon e varie biblioteche on-line.

Il problema sarebbe che i pirati riescono a diffondere copie contraffate di ogni libro a disposizione in tempi record a costo zero per chi li vuole scaricare ma ad altissimo costo per il mercato dell’editoria.In soldoni, i pirati diffonderebbero copie “rubate” e dunque inibirebbero gli acquisti.

Il più grande passo per il contrasto della pirateria è stato quello di legare ogni ebook a un sistema, detto DRM, digital rights management (utilizzato con scarso successo anche nella musica) che impedisce sostanzialmente di leggere il file senza un’apposita autorizzazione, ottenibile attraverso appositi software (i quali richiedono user name e password) che sbloccano il lettore che si vuole utilizzare (computer, ereader, tablet) facendolo riconoscere al nostro libro elettronico. Tutto molto macchinoso e di dubbia legittimità: costituisce un limite alla piena fruibilità di qualcosa che si è legalmente acquistato e peraltro contiene anche dei limiti al numero di apparecchi sbloccabili  (è un po’ come se gli editori, dato che vorrebbero impedire le fotocopie dei libri, ci dessero l’opportunità di leggere i libri che acquistiamo solo tramite degli appositi e numericamente limitati occhiali). Peraltro crea problemi legati alla tecnologia: gli utenti GNU/Linux ad esempio non hanno alcun supporto per gestire i DRM Adobe, dato che i software di sblocco prodotti dalla Adobe funzionano solo su determinate piattaforme (le solite..) fra le quali non risultano quelle Linux. Sostanzialmente un utente GNU/Linux verrebbe impedito nel legittimo godimento di un bene che ha comprato solo perché chi produce i sistemi di sicurezza dei libri elettronici non è interessato (ne è costretto) a creare un software “universale”.

Esistono software e procedure per togliere i DRM, ma sono illegali. Ovvero è illegale togliere di mezzo un sistema che limita il godimento dei nostri diritti. In pratica, per salvaguardare gli interessi dei decrepiti e miopi editori, la legge si piega e permette l’oscurazione dei nostri diritti. In una parola: assurdo.

Altro sistema è quello di vendere il libro -e dunque il file-in un formato proprietario, leggibile solo da apparecchi che supportino la lettura di quel determinato file. È quello che fa Amazon. Il problema è che i libri elettronici hanno un formato standard (si chiama epub), aperto e molto configurabile e, soprattutto, supportato dalla maggior parte dei lettori, fra i quali non rientrano quelli di Amazon (i famosi Kindle), che purtroppo è la più grande libreria on-line e quella che più ha spinto e tuttora spinge per la diffusione dei libri elettronici. Ma ancora una volta, i diritti di noi lettori entrano in gioco: acquistare da Amazon in formato kindle significa non poter leggere quel libro senza dotarsi di un lettore capace di leggere quel formato. Significa che il lettore che sia possessore di un apparecchio non compatibile non può leggere un libro regolarmente acquistato dal sito Amazon. Significa anche che per poter leggere un libro in formato standard, epub, da possessori di un Kindle, dobbiamo ricorrere alla conversione del file, la quale può non essere indolore e può comportare la perdita della formattazione del testo o altre noie…in pratica i soliti fastidi che si presentano ogni qualvolta a farla da padrone non siano gli standard aperti ma quelli proprietari. I diritti protetti dai secondi si mangiano i nostri.

Ora, la AIE, per tutelare tutti gli editori, chiede che i pirati vengano bloccati con maggior durezza e efficacia perché lì risiederebbe il problema dell’editoria.

Non risiede invece nei prezzi assurdamente alti dei libri in formato elettronico (e anche di quelli in formato cartaceo a dirla tutta). È possibile che un ebook, il cui costo di produzione e diffusione non è nemmeno lontanamente equiparabile a quello del formato cartaceo, costi quanto la sua copia con copertina in cartone, inchiostro vero e fogli in carta o in misura miseramente inferiore? È possibile che capiti che libri cartacei scontati costino meno della loro versione digitale? È possibile credere che un acquirente qualsiasi sia invogliato a comprare un libro digitale a un prezzo così vicino a quello fisico? Perché i bassi costi di produzione non riflettono bassi prezzi di vendita?

Ovviamente il problema non risiede nemmeno nel fastidio per il lettore-acquirente di vedere i suoi diritti su qualcosa che ha legalmente acquistato decadere o venir dimezzati. Un esempio banale: se acquistiamo un libro cartaceo, nessuno ci può impedire di prestarlo liberamente e senza fastidi legali a un nostro amico. La stessa cosa non può accadere per i libri digitali. I DRM (tranne quelli social) impediscono questo semplice scambio. Se il nostro amico non ha un apparecchio elettronico in grado di supportare i DRM e sbloccato per poter leggere il nostro libro (con le nostre credenziali), noi non possiamo passarglielo e neppure possiamo farne una copia (libera o meno da DRM).

Tutto questo come invoglierebbe l’acquisto di libri digitali e dunque la (auspicabile) crescita di questo interessantissimo mercato? Non sarebbe forse il caso di ripensare un po’ di cose, partendo dai prezzi fino ad arrivare all’assurda durata del copyright che si pone oggi più che come tutela dei creatori come barriera per la libera diffusione della cultura in una società, quella odierna, detta della conoscenza?

Liberateci dai DRM, fate prezzi molto più bassi e vedrete lo scambio pirata crollare (non scomparire, ma non è detto che chiunque scarichi un libro da internet  fosse intenzionato a comprarlo, dunque il guadagno o la perdita non sono stimabili) e il vostro business crescere. La formuletta è semplice, basta avere l’occhio lungo.

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