Think different

Apple e IBM potrebbero essere i modelli americani che Marchionne ama tanto. Non è un caso che i due colossi dell’informatica, stiano di questi tempi “subendo” (la perdita è ben poca) delle piccole rivolte da parte dei propri lavoratori. Ovviamente non parliamo di lavoratori occidentali, dato che tutti gli aggeggi più tecnologici che ci passano per le mani vengono costruiti in Cina (made in China è oggi sinonimo sia di alta qualità che ti pattacche da due soldi) dove però gli scioperi non sono benvisti e così, più di mille operai della Jingmo Electronics Corporation se la sono dovuta vedere con qualche centinaio di poliziotti in tenuta antisommossa.

I devices che a noi costano un occhio della testa (un iPhone costa fra i 660 i 900 euro) hanno costi di produzione bassissimi (dai 140 ai 220 dollari) perché le grandi aziende, quelle del think different, della magia nei propri prodotti, costruiscono cose formidabili (soprattutto nel prezzo) sfruttando la manodopera cinese a cui vengono imposti turni massacranti, straordinari forzati (fino a 200 ore mensili) e ritmi di lavoro assurdi causa di non pochi infortuni sul lavoro,  tanto che molti dipendenti ogni tanto decidono di staccare la spina si, ma quella della propria vita. Già nei mesi scorsi era venuto alla ribalta il caso degli operai della Foxconn:13 suicidi nel 2011 giustificate con “delusioni d’amore” nella fabbrica dei nuovo iPhone, subito dimenticati dopo la morte del “guru visionario” Steve Jobs. Oggi siamo punto e a capo con altri operai che lamentano la stessa mancanza totale di diritti mentre la Apple diventa il più grande colosso economico finanziario del mondo.

Da noi, Paese con un’altissima incidenza di infortuni e morti sul lavoro( tre nelle ultime 24 ore) la FIAT cerca di imporre questo modello industriale, quello in cui si riducono i diritti e peggiorano le condizioni di vita dei lavoratori pur di aumentare la produzione e i profitti. Non siamo ovviamente ai livelli cinesi, ma gli accordi di Pomigliano, le riforme del lavoro che hanno solamente creato precari sempre più precari (e dunque più ricattabili) e lavoratori sempre meno tutelati, indicano una forte spinta verso il basso.e le rivolte cinesi contro le grandi industrie ci ricordano cosa non vogliamo diventare, un popolo di schiavi.

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